I governatori del Sud minacciano l'arresto per chi non rispetta la quarantena

I governatori del Sud minacciano l'arresto per chi non rispetta la quarantena

Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Abruzzo hanno emanato nelle ultime ore delle ordinanze per fermare la fuga dalle "zone rosse"

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© Nicola Marfisi / Agf - Controlli di esercito e forze dell'ordine ai varchi, nel basso lodigiano, per il controllo delle aree all'interno della zona rossa dell'epidemia di coronavirus 

Obbligo di quarantena per chi arriva al sud provenendo dalla Lombardia o dall'area delle 14 province delimitate come "zone rosse" dal nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri. È il 'cuore' delle ordinanze che in queste ore hanno emanato Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Abruzzo.

Il primo in ordine di tempo è stato il governatore della Puglia, Michele Emiliano che nella notte ha pubblicato su Facebook il testo del provvedimento accompagnandolo ad un accorato appello: "Vi parlo come se foste i miei figli, i miei fratelli, i miei nipoti: Fermatevi e tornate indietro", ha scritto. "Scendete alla prima stazione ferroviaria - la sua raccomandazione - non prendete gli aerei per Bari e per Brindisi, tornate indietro con le auto, lasciate l'autobus alla prossima fermata. Non portate nella vostra Puglia l'epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l'entrata in vigore del decreto legge del governo". "In questo modo sto facendo il massimo in mio potere per limitare danni sanitari gravissimi derivanti da questo improvviso esodo", ha sottolineato il presidente regionale che nell'ordinanza fa esplicito riferimento all'articolo 650 del codice penale che prevede - per l'inosservanza di prescrizioni dell'autorità 'per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene - fino a tre mesi di arresto.

L'ordinanza firmata dalla presidente della Calabria, Jole Santelli, adottata questa mattina alla luce del Dpcm governativo sull'emergenza coronavirus dispone anzitutto misure di informazione e prevenzione, stabilendo che chiunque arrivi dalle zone già identificate a rischio epidemiologico e dalla nuova 'zona rossa' "deve comunicare tale circostanza direttamente - ovvero attraverso il proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta - al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria provinciale territorialmente competente". Ai prefetti spetta invece disporre "verifiche presso le stazioni ferroviarie, aeroportuali, le stazioni delle autolinee interregionali".

In Campania, quanti faranno ingresso fino al 3 aprile provenendo dalle "aree rosse" dovranno "osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni dall'arrivo con divieto di contatti sociali". L'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca impone anche l'obbligo di "osservare il divieto di spostamenti e di viaggi" e di "rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza".

Contenuti analoghi per l'ordinanza del governatore della Basilicata, Vito Bardi: chi proviene dai territori individuati dal Dpcm è obbligato a mettersi in quarantena, osservando l'isolamento fiduciario, e a comunicare la propria presenza al medico di medicina generale, se si è minori al pediatra di base, o al numero verde istituito dalla Regione: per loro niente contatti sociali e divieto di spostamenti e viaggi.

"Abbiamo il dovere di tutelare la salute dei cittadini - sottolinea il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio - per questa ragione ho dato disposizione agli uffici di predisporre un'ordinanza, che a causa del mio momentaneo impedimento reca la firma del vice presidente della Giunta Emanuele Imprudente, che impone la quarantena a tutti quanti rientrano in Abruzzo. È un'ordinanza di difficile applicazione e altrettanto difficile monitoraggio se non sarà accompagnata da una vasta e coscienziosa collaborazione dei diretti interessati e delle loro famiglie".

"Chi sbarca in Sicilia, con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord, ha il dovere di informare il medico di base e porsi in autoisolamento", ha imposto il presidente della Sicilia Nello Musumeci in un'ordinanza in fase di notifica ai nove prefetti, ai questori ed ai 390 sindaci dell'Isola. Il governatore - si legge in un comunicato - "richiama le competenze comuni a tutte le regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell'articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessita'". "Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento - aggiunge Musumeci - Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte", esorta infine Musumeci dal suo isolamento domiciliare dove si trova da ieri per precauzione dopo il contatto avuto mercoledì a Roma con il collega Zingaretti. Al primo tampone negativo di ieri sera ne seguirà un altro tra due giorni.