Perché il coronavirus è definito un cigno nero

Perché il coronavirus è definito un cigno nero

Nei giorni dell'epidemia da coronavirus, spesso vediamo associata alla sua definizione quella del fortunato libro del matematico libanese Nassim Nicholas Taleb. Storia e origine di questo termine 

coronavirus cigno nero

© HRISTO RUSEV / NURPHOTO 
- Cigno nero 

Un cigno nero. Un evento raro e imprevedibile. Isolato, perché non rientra nel campo delle normali aspettative umane. Ma drammatico, perché capace di sconvolgere le vite, cambiare le percezioni, far collassare a volte interi sistemi politici, intere economie. Non è un caso che l’epidemia di coronavirus sia spesso associata al concetto di 'cigno nero', fortunata formula per descrivere come l’improbabile governi le nostre esistenze, coniata dal matematico libanese Nassim Nicholas Taleb.
 
“Cigno nero” è il titolo di un best seller globale dato alle stampe nel 2007. Nella definizione di Taleb, si può parlare di 'cigno nero' quando siamo di fronte ad avvenimenti inattesi e sorprendenti. Impossibili da prevedere, ma a volte anche impossibili da immaginare. La storia dell’uomo sarebbe piena di queste estemporanee costanti; come l’ascesa del nazismo, o l’avvento di Internet, la crisi dei mutui subprime, o il dissolvimento dell’impero sovietico.

Spesso sentiamo attribuire la definizione di 'cigno nero' a eventi negativi. Ma non è questo il senso pensato da Taleb. Un 'cigno nero' non ha necessariamente un connotato positivo o negativo, piuttosto rappresenta un corto circuito della ragione.

Se le relazioni causa-effetto sono il principale strumento con cui gli uomini danno un senso al mondo, cercando di governarne gli eventi, il 'cigno nero' ne è una sorta di imprevedibile epifania del fallimento: sorprende, costringe a volte a cambiare la visione delle cose, scardina le certezze o i pregiudizi. Proprio come cambiò quelle degli europei convinti che tutti i cigni fossero bianchi fino a quando, nel XIV secolo, un gruppo di esploratori in Australia scoprì una baia popolata da cigni completamente neri. Un evento straordinario per l’epoca, imprevedibile, a cui Taleb ha dedicato il titolo del suo libro.

I cigni neri si pongono al di là della rete di relazioni causali su cui adagiamo la nostra visione del mondo. Sono imprevedibili nelle cause, si è detto, ma anche imprevedibili negli effetti. Proprio come nessuno sa quali saranno gli effetti del coronavirus nel lungo termine (ma anche nel breve), quali aree geografiche contagerà, quanto danno ancora arrecherà alle nostre economie, se avrà ripercussioni politiche, quali, di quali proporzioni. Infatti, un’altra caratteristica dei cigni neri è quella di trascendere la nostra capacità di dare un senso immediato alle cose che accadono durante il suo manifestarsi.     

Certo, la ragione arriverà alla fine con la sua opera normalizzante e tranquillizzante. Avrà bisogno del suo tempo, ma troverà una spiegazione agli eventi. Come la nottola di Minerva hegeliana, spiccherà il suo volo al termine del giorno. E volerà indisturbata fino all'arrivo del nuovo.