Dopo la morte di Nathan c'è chi vorrebbe sospendere subito la stagione di caccia
Dopo la morte di Nathan c'è chi vorrebbe sospendere subito la stagione di caccia

Dopo la morte di Nathan c'è chi vorrebbe sospendere subito la stagione di caccia

gabriele fazio
Dopo la morte di Nathan c'è chi vorrebbe sospendere subito la stagione di caccia
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Nathan Labolani 
Foto: Facebook  - Nathan Labolani 
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Ambientalisti contro cacciatori

“2 morti e 13 feriti in appena un mese di attività venatoria (preaperture), ma complessivamente a causa di armi da caccia i morti (da 1 a 30 settembre) sono 4 e i feriti 13 (2 morti e 5 feriti non cacciatori, tra cui un minore). Questo il bilancio della sola “anteprima” della stagione venatoria in corso che emerge dai dati dell’Associazione vittime della caccia. Il dato complessivo della scorsa stagione parla invece di ben 114 vittime, tra cacciatori (80 - 20 morti e 60 feriti) e non cacciatori (34 - 10 morti, 24 feriti). L’aumento delle vittime tra i non cacciatori parla chiaro: la caccia, la presenza di un “esercito armato” non è più compatibile con il pacifico godimento della natura da parte di passeggiatori, escursionisti, famiglie, birdwatchers. Un vero e proprio bollettino di guerra che coinvolge infatti sia cacciatori sia persone del tutto estranee all’attività venatoria. […] Non si tratta di fatalità, come spesso si legge dalle cronache dei giornali locali, ma di incidenti tutt’altro che inevitabili e spesso causati da una "aperta violazione della Legge quadro nazionale (Legge n.157/1992) e delle Leggi regionali di settore” come si legge nella lettera a firma del Vice Presidente dell’Associazione, Dante Caserta. […] il WWF sottolinea l'incompatibilità della caccia con altri tipi di godimento degli spazi naturali. Non è tollerabile che chi vuole fare un’escursione o una passeggiata in natura debba avere a che fare con persone armate che seminano piombo per le campagne. Oggi la natura è molto più frequentata rispetto a 30 anni fa e il suo utilizzo ricreativo è incompatibile con l’azione armata. […]”.

Interviene il ministro dell'Ambiente

“In tantissimi mi avete scritto chiedendomi una posizione netta sulla caccia. Quanto è accaduto ieri è una tragedia enorme, che ci ha colpiti tutti nel profondo. Ho detto più volte che stiamo lavorando all’inasprimento delle pene per i bracconieri e per chiunque maltratti gli animali. Ma qui siamo in un campo differente. Parliamo di attività venatoria autorizzata e le mie convinzioni purtroppo valgono poco”.
“Non condividiamo affatto la strumentalizzazione in atto rispetto a quella che comunque è stata una doppia tragica fatalità (alla morte del ragazzo si aggiunge, seppur imparagonabile, il peso che rimarrà per sempre sulla coscienza del cacciatore che ha ucciso involontariamente, per errore). La caccia – continuano – è un’attività ricreativa legittima, con finalità gestionali di utilizzo sostenibile di una risorsa naturale rinnovabile, la fauna selvatica, nonché un’attività rigidamente regolamentata dal Governo […]. Imporre il silenzio domenicale per tutti, oltre ad andare contro il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione, penalizzerebbe in modo eccessivo la pratica venatoria, che è una tradizione sana e amica dell'ambiente, che si tramanda di generazione in generazione, spesso coinvolgendo insieme genitori e figli, e che vede naturalmente nella domenica la giornata di maggior fruizione. Non cadiamo, Signor Ministro, nella tentazione di criminalizzare una disciplina che vanta centinaia di migliaia di praticanti, e le cui ricadute, soprattutto proprio nel caso particolare della caccia ai cinghiali, sono fondamentali anche per un altro settore, quello dell'agricoltura. Si faccia piuttosto uno sforzo maggiore in termini di prevenzione e di sicurezza della pratica venatoria e di sensibilizzazione dei cacciatori su questi temi”.

Sospendere l'intera stagione?

I cacciatori non ci stanno

“Il WWF Le avrebbe indirizzato un’accorata lettera dai toni quanto mai allarmistici chiedendoLe di intervenire con una serie di severe misure atte a limitare (se non a cancellare del tutto) l’attività venatoria. A motivare questa richiesta ci sarebbe, secondo l’autorevole associazione ambientalista, un allarmante numero di incidenti avvenuti in ambito venatorio che hanno causato, nel mese di settembre, la morte di 2 cacciatori e il ferimento di 11. Mi permetto, onorevole ministro, di fare alcune precisazioni fornendoLe, al contempo, alcuni dati, tratti da una corposa ricerca pluridecennale compiuta dal CNCN, che sicuramente nessuna associazione anticaccia e nessun organo di informazione – tanto meno quelli del servizio pubblico – Le forniranno mai. Innanzitutto, i morti non sono 2 ma 4: 1 a causa di un malore; 1 nelle mura domestiche durante le operazioni di pulizia dell’arma; 1 per un colpo partito dal suo stesso fucile rimasto incastrato; infine il tragico incidente, dai contorni ancora tutti da chiarire, avvenuto il 30 settembre in Liguria. Al tempo stesso, i feriti non sono 11 ma 14, cinque dei quali (tutti di lievissima entità) fra non cacciatori. Chiarite queste inesattezze, che dimostrano l’approssimazione dei dati forniti dal WWF e, in sostanza, la loro inattendibilità, vorrei suggerirLe, egregio signor ministro, di chiedere alla preoccupata associazione anticaccia che, per allarmare Lei e la pubblica opinione, ha definito questi dati “un bollettino di guerra”, come definirebbe, invece, questi altri dati relativi agli incidenti (circa 200) avvenuti nel mese di settembre sui monti, nelle campagne e nei mari italiani.Cercatori di funghi: 24 morti (4 per un malore); 2 dispersi e 24 feriti di cui 7 gravissimi-Escursionisti: 21 morti (3 per un malore); 1 disperso e 30 feriti di cui 4 gravissimi-Bagnanti annegati: 16 morti e 3 feriti gravi-Subacquei: 2 morti e 2 feriti[…] i circa 700.000 cacciatori italiani […] non meritano assolutamente di essere al centro di questa spietata campagna di diffamazione e criminalizzazione mediatica di stampo esclusivamente ideologico.”
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