(AGI) - Roma, 16 lug. - Ci sara' un processo a Roma per lamorte di Luca Olivotto, il ventisettenne catanese malato dicancro al cervello deceduto tre anni fa in una clinica diTirana dopo essersi sottoposto per due giorni a una terapia abase di bicarbonato di sodio. Lo ha deciso il gup MaddalenaCipriani che ha rinviato a giudizio Tullio Simoncini, medicoradiato dall'Ordine, e un suo collaboratore, il radiologoRoberto Gandini, che avrebbe coadiuvato il primo nellasomministrazione per via arteriosa delle dosi massicce dellasostanza che ha poi condotto alla morte del giovane. Secondoquanto ricostruito dalla procura, nell'ottobre del 2012Olivotto ando' in Albania, dove lavorava Simoncini, persottoporsi a questa cura (al costo di 20mila euro solo in parteconsegnati dalla famiglia), ma dopo due giorni disomministrazione endoarteriosa mori' per una gravissimaalcalosi metabolica. In una nota, l'avvocato Francesco Lauri,che con la collega Giovanna Zavota assiste la famigliaOlivotto, ricorda che la consulenza medica disposta dallaprocura "non lasciava adito a dubbi circa le cause della mortedel ragazzo". Secondo i periti, infatti, "le manifestazionicliniche cui ando' incontro il paziente durante la degenzanella struttura "Universal Hospital Group" di Tirana sonoriconducibili agli effetti sistemici prodottisi per effettodella somministrazione di bicarbonato di sodio, foriera digravissima alcalosi metabolica ed infine dell'exitus". ASimoncini, oltre all'omicidio colposo, viene contestato ancheil reato di esercizio abusivo della professione. "Lacircostanza che una simile pratica, tanto dannosa quanto scevrada ogni evidenza scientifica, sia stata avallata da un medico"ufficiale" lascia francamente sconcertati ? conclude la nota ?e andra' approfondita nella sede piu' opportuna, ovvero ildibattimento". (AGI).