(AGI) - Roma, 16 gen. - Sono apparse molto provate dagli oltrecinque mesi di prigionia, mesi "sicuramente difficili ecritici", ma Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, liberate ieri,hanno raccontato ai magistrati della procura di Roma di nonessere state particolarmente maltrattate durante il sequestro edi non aver subito abusi o violenze. Hanno cambiato piu'prigioni, pur restando nella zona nord della Siria, epotrebbero essere finite nelle mani di piu' persone. Ilsequestro non sarebbe stato tra i peggiori: un trattamento piu'pesante e umiliante, ad esempio, e' toccato al giornalistaDomenico Quirico, rapito in Siria, o a chi e' stato sequestratodi recente in Libia. Le due cooperanti italiane non hanno maivisto in faccia i loro carcerieri, rimasti sempre a voltocoperto. Durante la loro prigionia, Greta e Vanessa, che hannodetto di non aver saputo nulla circa il pagamento di unriscatto per la loro liberazione, sono sempre state assieme."Non siamo mai state minacciate direttamente di morte" hannoprecisato ai magistrati che le hanno sentite in una caserma deiRos. Stando a quanto rivelato agli inquirenti, non ci sarebbemai stato "un uso sistematico della violenza durante il lorosequestro". (AGI).