(AGI) - Taranto, 13 gen.- Sui lavori di manutenzione delle navimilitari e sulle forniture alle Marina secondo l'accusa sarebbestata imposta una tangente del 10% rispetto al valoredell'appalto. Al termine di una prima fase di indagine durataquasi un anno sono stati arrestate stamattina sette persone conl'accusa di concorso in concussione. Si tratta di cinqueufficiali, di cui due in servizio allo Stato maggiore a Roma,un sottufficiale e un dipendente civile. Le dimensioni delloscandalo e il fatto che alcuni imprenditori di Taranto, inrapporti di lavoro con le strutture della Marina Militare,fossero costretti a pagare tangenti per aggiudicarsi lecommesse sono apparse un anno fa, quando a marzo 2014 fuarrestato dai carabinieri il capitano di fregata Roberto LaGioia, in servizio nella base navale di Chiapparo, a Taranto. Fu in quell'occasione che fu scoperta la contabilita' deisoldi versati dagli imprenditori e comincio' la ricerca deicomplici dell'ufficiale arrestato in flagranza di reato il 12marzo con l'accusa di concussione. Dopo l'arresto, icarabinieri perquisirono gli uffici di quattro imprese diTaranto, i cui titolari, secondo le indagini, sarebbero staticostretti a sottostare alle pretese dell'ufficiale. A fare daguida agli investigatori, furono alcuni file sequestrati almilitare nel corso dell'arresto. Quei documenti erano su duepen drive che il comandante custodiva in una valigetta. Nelle"pennette" e' stato trovato un elenco di imprese. Accanto adognuna, era riportato il valore dell'appalto che si eraaggiudicato e il pagamento di tangenti, equivalenti al 10%dell'importo della commessa. Un vero e proprio sistema nelquale apparve chiaro il coinvolgimento di altre persone sullequali si e' concentrato, in questi mesi, lo sviluppo delleindagini coordinate dal sostituto procuratore di TarantoMaurizio Carbone. Incastrato dai carabinieri, il capitano La Gioia, fubloccato nel suo ufficio della base della Marina di Taranto. Unimprenditore aveva raccontato ai carabinieri di essere statocostretto a girare 150.000 euro all'ufficiale per garantirsi ilregolare pagamento delle fatture emesse dalla sua impresa,titolare dell'appalto per il ritiro e il trattamento delleacque di sentina dalle navi ormeggiate a Taranto e Brindisidove la Marina ha un altro presidio. L'imprenditore ha ancherivelato il tentativo di coinvolgerlo nelle manovre perpilotare una gara d'appalto, per la quale e' finito sulregistro degli indagati un altro imprenditore con l'accusa ditentativo di turbativa d'asta. Dopo la denuncia, l'uomo hacollaborato con i carabinieri permettendo di svelare ilsistema. Il 12 marzo scorso, infatti, l'imprenditore si e'recato nell'ufficio del capitano di fregata per consegnargliuna tangente da duemila euro ma quando e' uscito dalla stanzasono arrivati i carabinieri che hanno arrestato l'ufficiale.Subito dopo, i carabinieri hanno perquisito l'appartamento diLa Gioia trovando 36.000 euro in contanti mentre altri 8.000euro sono stati rinvenuti nella cassaforte del suo ufficiooltre alle pen drive con la contabilita' occulta.(AGI).