La Diciotti attracca a Catania. Ma i migranti per ora non sbarcano

In 177 a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera

La Diciotti attracca a Catania. Ma i migranti per ora non sbarcano

La nave 'Diciotti' della Guardia Costiera ha fatto ingresso nella notte nel porto di Catania. Il pattugliatore ha a bordo i 177 migranti salvati in un'unica operazione di soccorso al largo di Lampedusa la notte tra il 15 e il 16 agosto. La nave è stata per giorni in rada davanti alla costa dell'isola di Lampedusa prima di dirigersi e arrivare a Catania. Nel capoluogo etneo non è previsto alcuno sbarco fin quando non sarà accordata la ripartizione dei superstiti tra i Paesi dell'Ue. Sul Molo di Levante è stato predisposto il servizio d'ordine e sicurezza con gli uomini della Polizia di Stato e della Capitaneria di Porto. Per i 177 migranti sarà la quinta notte trascorsa a bordo della nave 'Diciotti'. 

Sull'imbarcazione è prevista la presenza della polizia. Non ci sarà lo sbarco dei naufraghi: sul molo di Levante non sono presenti le associazioni di volontari che prestano assistenza perché, secondo quanto si è appreso, il porto di Catania è stato indicato come porto sicuro, ma anche come 'scalo tecnico', quindi senza sbarco, per la nave in attesa del piano di ripartizione dei migranti con i Paesi dell'Unione Europea.

Si attende il sì dell'Europa alla ripartizione

Fonti del Viminale hanno comunicato all'AGI che il ministro dell'Interno Matteo Salvini non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti sulla nave Diciotti, "finché non avrà certezza che i 177 andranno altrove". Precisando che a questo punto si attendono risposte dall'Europa.

L'appello delle associazioni

Quindici associazioni e movimenti civili hanno sottoscritto un appello perché i migranti a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti vengano lasciati sbarcare a Catania. "Catania è citta' di solidarietà e accoglienza e vogliamo che il nostro porto sia immediatamente aperto e che le autorità lascino sbarcare le persone dalla nave Diciotti", si legge nel messaggio, "nessuna donna e nessun uomo è illegale. Restiamo umani".

"Da molti giorni", si legge ancora nell'appello, "donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. È inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del ministro dell'Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano di persone stremate e in precarie condizioni di salute. Nessun obiettivo politico del Governo - conclude la nota - può giustificare l'utilizzo di centinaia di vite umane come arma di ricatto, considerate carne da macello, non vite e speranze, ma numeri da distribuire o respingere".

L'appello è stato sottoscritto da Lila, Femministorie, I Siciliani giovani, Orione, Welcome to Europe, COPE, Restiamo Umani, Rete Antirazzista catanese, Cobas, Catania Bene Comune, Comitato No Muos-No Sigonella, la città felice, Ragna-tela, Sunia Catania, Emergency gruppo territoriale di Catania.



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