È morto Mario Sossi, fu rapito dalle Brigate rosse nel '74

L'ex magistrato è scomparso a Genova all'età di 87 anni. Sequestrato per un mese, fu sottoposto a processo dalle Br e condannato a morte 

mario sossi brigate rosse 
 Franco Cavassi / AGF
Mario Sossi

E' morto a Genova all'età di 87 anni l'ex magistrato e politico Mario Sossi. Pubblico ministero nel processo al Gruppo XXII Ottobre. Nel 1974 venne tenuto sotto sequestro dalle Brigate Rosse per oltre un mese. Un gruppo di venti terroristi, con sette auto ed un furgoncino lo sequestrò la sera del 18 aprile 1974 al suo rientro a casa in Via Forte San Giuliano a Genova, appena sceso dall'autobus della linea 42.

Il sequestro fu denominato dai brigatisti come Operazione Girasole. Sossi fu colpito e caricato su un'Autobianchi A112 guidata da Alberto Franceschini, seguito da Mara Cagol su una Fiat 128. Superato un posto di blocco, per errore Franceschini sparò una raffica di mitra contro l'auto guidata da Mara Cagol, che rimase illesa. Sossi fu sottoposto ad interrogatorio da Alberto Franceschini, coadiuvato da Pietro Bertolazzi. La direzione strategica delle Brigate Rosse si riunì e vi furono divergenze. A quel punto il rapimento fu gestito da Alberto Franceschini, Mara Cagol e Piero Bertolazzi.

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Sossi fu sottoposto ad un processo, al termine del quale i brigatisti decisero di ucciderlo, qualora non fossero state accolte le richieste. Le Brigate Rosse chiesero quindi per la sua liberazione come contropartita la liberazione di otto terroristi del Gruppo XXII Ottobre e il loro trasferimento in un Paese amico, ma i Paesi considerati potenziali benevoli ospitanti declinarono tutti l'asilo politico, prima Cuba, poi Algeria e Corea del Nord.

La Corte d'assise d'appello di Genova il 20 maggio 1974 diede parere favorevole alla libertà provvisoria, ma il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Genova Francesco Coco (poi ucciso dalle BR) si rifiutò di controfirmare l'ordinanza di scarcerazione degli 8 terroristi, e presentò ricorso in Cassazione. Sossi venne comunque liberato a Milano il 23 maggio 1974. Appena rilasciato, senza avvisare nessuno, tornò solitario a Genova in treno e infine si presentò alla Guardia di Finanza della sua città. 



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