Le nuove restrizioni per il coronavirus: cosa si può fare e cosa no. Un vademecum

Un FAQ su cosa è permesso e cosa no in base al decreto che ha indicato quali limitazioni sono in vigore per limitare il contagio
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© Polizia di Stato - Un agente di polizia aiuta un'anziana con la spesa durante il blocco deciso per il coronavirus

Farmacie, supermercati e tabaccai aperti, ma ristoranti, negozi di abbigliamento e mercati chiusi. Le nuove misure imposte dal governo italiano per far fronte all’emergenza coronavirus, in vigore da questa mattina, accorciano ulteriormente la lista delle attività che è consentito fare.

Una stretta che va in una sola direzione: la riduzione del contagio, per la quale attualmente non c’è soluzione diversa dal limitare i contatti interpersonali.

Se l’invito rivolto a tutti è quello di ‘restare a casa’, rimangono alcune circostanze per le quali è consentito uscire dalla propria abitazione. Vediamole con questo vademecum, le cui informazioni sono tratte interamente dal dpcm dell’11 marzo 2020 e dai precedenti due, quello dell’8 marzo e quello del 9 marzo

Fino a quando resteranno chiusi i negozi interessati dal decreto?

Fino al 25 marzo. Lo stabilisce l’articolo 2 comma 1 del dpcm dell’11 marzo. 

È consentito uscire di casa?

Sì, uscire di casa rimane consentito per i tre casi già previsti in precedenza: “per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità o per spostamenti per motivi di salute”. 

I negozi di alimentari restano aperti? 

Sì, la sospensione NON riguarda “le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (lo vediamo nelle prossime righe)”. Questo genere di attività rimangono perciò aperti “ sia nell'ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell'ambito della media e grande distribuzione”. Per questo motivo non occorre affollarsi a fare scorte di cibo, che continuerà a essere disponibile.

I centri commerciali restano aperti?

Sì, i centri commerciali restano aperti, a patto che sia consentito l'accesso alle sole attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità.

Quali sono le attività di vendita di generi di prima necessità?

La lista è piuttosto lunga: rimane consentito, tra le tante casistiche contenute nell’Allegato 1 al decreto, il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, attrezzature per le telecomunicazioni ed elettrodomestici. Inoltre via libera al commercio di ferramenta e vernici, articoli igienico-sanitari, materiali ortopedici, articoli di profumeria e saponi e detersivi. Rimangono aperte anche le edicole e gli ottici. Funzionamento regolare anche per lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri. 

I mercati sono aperti o chiusi?

I mercati rimarranno chiusi, “salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”. 

Le farmacie chiuderanno?

Naturalmente no: le farmacie, così come le parafarmacie, sono aperte. 

E i tabaccai? 

Anche i tabaccai sono aperti come di consueto.

Quali misure occorre rispettare per le attività aperte?

Le attività che proseguono sono tenute a rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Posso andare a bere un caffè al bar?

No. I bar, così come pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e tutte le altre attività dei servizi di ristorazione, sono chiusi. Rimangono aperte le mense e i “servizi di catering continuativo su base contrattuale”. Per capirsi, i servizi di ristorazione che riforniscono ad esempio le industrie.

Gli autogrill e le altre attività lungo le autostrade sono aperti?

Sì: il governo ha deciso che restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande delle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all'interno delle stazioni ferroviarie, degli aeroporti, e delle stazioni lacustri. Aperti anche i bar degli ospedali. Tutti sono tenuti a rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. 

Posso andare a farmi tagliare i capelli?

No. Parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono chiusi.

Le banche e le assicurazioni sono chiuse?

No, banche e assicurazioni sono aperte. 

I trasporti pubblici sono coinvolti dalle nuove misure?

I trasporti pubblici potrebbero venire coinvolti. Lo stabilisce l’art. 1 comma 5, che prevede che il presidente della Regione possa disporre la programmazione del trasporto pubblico finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi. Possibili anche le variazioni ai servizi di trasporto interregionali (bus, treni, aerei e navi), decisi in questo caso dal ministro delle Infrastrutture. 

Le chiese rimangono aperte?

Sì, non vi sono state modifiche alle disposizioni sull’apertura dei luoghi di culto: rimangono perciò sospese le funzioni, come per esempio la messa. Per tutti gli altri vostri dubbi rimandiamo al nostro precedente vademecum, pubblicato due giorni fa sulla base delle misure stabilite dal dpcm del 9 marzo: quanto scritto rimane valido, a eccezione naturalmente delle ultime domande su bar, ristoranti e altri negozi, oggetto del nuovo decreto.

Le norme attualmente previste per questi casi sono quelle riportate in questa guida.