Salvini non fa eccezioni: porti chiusi anche per la Guardia Costiera se ha migranti a bordo

Nessun passo indietro per il leader della Lega: “Non darò nessun permesso allo sbarco finché dall'Europa non arriverà l'impegno concreto ad accogliere tutti gli immigrati a bordo della nave"

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IKER PASTOR / ANADOLU AGENCY

La linea del governo non cambia. Che si tratti di ong o di Guardia Costiera i porti del nostro Paese restano chiusi. I migranti intercettati ieri in acque maltesi, prima da un motopeschereccio e poi dalla Guardia Costiera, non potranno sbarcare in territorio italiano. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, non ha autorizzato lo sbarco fino a che non arriveranno risposte da Bruxelles sul loro ricollocamento in Europa. 

I 140 migranti sono stati recuperati da alcuni gommoni d'altura durante la notte e ora si trovano ospitati sulla Gregoretti, nave del corpo specialistico appartenete alla Marina Militare italiana. Il leader leghista ha negato l'attracco dell'imbarcazione al porto di Lampedusa: "Non darò nessun permesso allo sbarco finché dall'Europa non arriverà l'impegno concreto ad accogliere tutti gli immigrati a bordo della nave. Vediamo se alle parole seguiranno dei fatti. Io non mollo".

Fonti del Viminale hanno riferito come il governo italiano abbia ufficialmente interpellato la Commissione europea chiedendo un intervento di coordinamento per le operazioni di trasferimento delle persone soccorse. In attesa di risposte ufficiali, non è quindi stato indicato alcun porto di sbarco in Italia. Per Salvini non ci saranno concessioni:  "Nessuno sbarcherà finché non ci sarà nome, cognome e indirizzo dei paesi dove sbarcheranno questi immigrati. Perché fidarsi è bene, ma faccio come San Tommaso".

La richiesta del governo gialloverde è stata confermata dalle parole di un portavoce della Commissione che ha precisato come tale operazione sia stata effettuata in passato in altri casimi e che Bruxelles: "Prenderà ora contatti con gli Stati membri".

Sulla vicenda è intervenuto criticamente anche il Pd attraverso le parole di Andrea Romano, componente dem in Commissione Trasporti alla Camera: "Con il veto all'attracco della nave Gregoretti, la Guardia costiera è stata di fatto commissariata da Salvini. E Toninelli dove sta?". Il riferimento al ministro delle Infrastrutture e Trasporti è legato al fatto che spetta a questi la competenza sull'attività della Guardia costiera - Capitanerie di porto.

"Il ministro dei Trasporti - continua Romano - assiste silente e timoroso allo scippo delle sue competenze da parte del capo della Lega. È inaudito. Recuperi un briciolo di dignità e si ricordi che le navi della Guardia costiera, come la 'Gregoretti' che ha a bordo migranti soccorsi in mare, non dipende dal ministero dell'Interno ma dal suo. E quindi non deve sottostare alle bizze e alla propaganda di Salvini". 

A sua volta Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana sottolinea che "c'è qualcuno in questo governo che ha la dignità e la forza per dare uno stop alle sceneggiate dell'attuale ministro dell'Interno? Non si è mai visto in nessun Paese al mondo, che ad una nave delle proprie forze armate venga impedito l'attracco in un porto della propria Nazione".

Invece Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'italia, chiede che sia attivato un blocco navale europeo al largo delle coste libiche "per impedire la partenza dei barconi, fermare la tratta di esseri umani e con questa le morti in mare". Un discorso che parte dalla tragedia avvenuta ieri al largo della Libia, dove i morti potrebbero essere 150, definita da Meloni "una tragedia che lascia atterriti. Lo sgomento è ancora maggiore nel pensare che questi morti possano essere dei 'rischi calcolati' di chi vuole imporre l'immigrazione illegale di massa in Europa". 

Chi ha recuperato i migranti

Lo stallo si è prodotto dopo che, come racconta il Corriere, al motopeschereggio di Sciacca "Accursio Giarratano" da Malta non sono arrivate comunicazioni sul destino dei sopravvissuti.  L'imbarcazione, dalla scorsa notte, è rimasta a fianco del natante in difficoltà in attesa di un aiuto. A quel punto è stata la Guardia costiera italiana a farsi carico dei migranti e a puntare verso Lampedusa. Almeno prima dello stop arrivato dal Viminale.

Sul giornale di Via Solferino si legge la ricostruzione del recupero dei dispersi tramite le parole del comandante Carlo Giarratano:  "Volevano salire a bordo, non glielo abbiamo permesso. Abbiamo comunque fatto tutto quello che era necessario per assisterli, dando loro dell’acqua, dei crackers. Non nascondo che temevamo che tra di loro ci fosse qualche malintenzionato, ma per fortuna non è stato così. Sono stato costantemente in contatto col Comando generale delle capitanerie di porto, mentre da Malta non ho ricevuto alcuna comunicazione. Verso le 18 di giovedì pomeriggio finalmente abbiamo appreso che da Lampedusa sarebbe arrivata un’imbarcazione. Se la situazione non si fosse sbloccata non so come avremmo potuto continuare ad assistere queste persone, non avremmo avuto viveri a sufficienza. La gente in difficoltà in mare va sempre salvata, e io continuerò a farlo con tutto il cuore".

 



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