E' la giornata del cane. I romanzi e i film che celebrano una grande amicizia

Da Jack London a Garth Stein, da Buck a Enzo, il rapporto tra l'uomo e il cane ha fatto scrivere capolavori e bestseller, tutti con un unico comune denominatore: la fedeltà assoluta

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Gérard Houin / BELGA MAG / Belga
Il 26 agosto è la giornata internazionale del cane

Se la giornata mondiale del cane si celebra il 26 agosto è perché proprio in quella data la famiglia Page, molti anni fa, adottava il piccolo Sheltie. Colleen Page ai tempi aveva solo 10 anni ma quello con quel cane, e poi di conseguenza crescendo con tutti i cani del mondo, è un amore che non finirà mai fino a portarla a diventare una degli avvocati di maggior prestigio per quanto riguarda i diritti degli animali.

Un valido modo non solo per festeggiare, omaggiare, gli amici a quattro zampe, sarebbe quello di metterseli accanto e gustarsi un buon libro o un buon film, magari concedendogli nel frattempo qualche coccola in più. Il tema, oggi, neanche a dirlo, proprio loro: i cani.

Per quanto riguarda la letteratura, accanto a classici come “Il richiamo della foresta” di Jack London con protagonista Buck, un meticcio che ha le sembianze di un lupo, non può che venire in mente il bestseller di Garth Stein “L'arte di correre sotto la pioggia”, uscito circa 10 anni fa, rimasto per 40 settimane nella classifica del New York Times e già considerato uno dei classici del genere: storia del cane Enzo, voce narrante e amico del pilota Denny. Dal romanzo è stato tratto un film che sarà nelle sale italiane a novembre con il titolo 'Attraverso i miei occhi'.

Altro romanzo con protagonista un cane è “Io e Marley”, storia vera dell’amicizia tra un labrador e il giornalista John Grogan, ben presente all’attenzione del grande pubblico anche grazie all’adattamento cinematografico con protagonisti due superstar come Owen Wilson e Jennifer Aniston.

Altra amicizia, splendidamente raccontata, quella vera tra Ted Kerasote e il trovatello Merle, che insegnerà al padrone quanto sia indispensabile la libertà nel rapporto tra due persone, anche quando una delle due è un cane; il libro si intitola “La porta di Merle”.

È chiaro che nella maggior parte dei casi si tratta di amicizie, indissolubili, dell’amore dei cani che ci insegna qualcosa, proprio come fa Baudelaire con il disperato padrone Philippe, che in “Un inverno con Baudelarie” perde moglie e lavoro, ma trova il miglior amico possibile.

Un po' quello che succede anche a Juliet, che riceve in eredità dal marito Ben la responsabilità di occuparsi di Minton in “Piccoli passi di felicità” di Lucy Dillon.

Per chi desidera approcciarsi ad una lettura più tecnica, al limite con la filosofia, consigliatissimo “E l’uomo incontrò il cane” di Konrad Lorenz, il fondatore dell’etologia e premio Nobel per la medicina nel 1973, che ricostruisce perfettamente il rapporto tra uomo e cane.

Un rapporto che mai viene esaltato come in “Torna a casa Lassie”, origine letteraria di quello che sarà per sempre il cane per eccellenza della tv. Lassie, che affronta mille disavventure per riuscire a riunirsi con il suo amato padrone Joe.

Chiaro che l’immaginario canino ha contribuito non poco anche alla storia del cinema, regalandoci una serie di film ormai considerati dei veri e propri cult. Come “Beethoven”, il San Bernardo combina guai adottato dalla famiglia Newton in una commedia del 1992, un successo così strabiliante (quasi 150 milioni di dollari in tutto il mondo) che convinse la Universal a realizzarne altri 7 sequel.

Nel 2006 Frank Marshall dirige “8 amici da salvare”, storia vera di otto cani da slitta che devono riuscire a sopravvivere nei territori avversi dell’Antartico alla ricerca dei padroni.

Ambientazione simile per quanto riguarda “Balto”, anche questa una storia vera: siamo in Alaska nel 1925 e al cane vengono affidate le medicine da portare nella città di Nome, colpita da un’epidemia di difterite.

Più allegra la storia della cagnolina Chloe, nel 2008 protagonista di “Beverly Hills Chihuahua”, intenta a scappare da un crudele Dobermann che l’ha presa di mira.

Nel 1993 i cani invece si prendono la scena nel terzo sequel della saga cult “Senti chi parla”, nella versione italiana Scag e Dalila sono doppiati rispettivamente da Renato Pozzetto e Monica Vitti, in quella americana a prestare la voce sono Danny De Vito e Diane Keaton.

Solo qualche anno prima è un cane pastore tedesco a dar luce alla carriera di James Belushi in “Un poliziotto a 4 zampe”, che ci racconta le avventure del cane poliziotto Jerry Lee.

Naturalmente la Disney metterà diverse volte dei cani a guidare i propri film d’animazione, due i casi più famosi: “La carica dei 101”, che ha fatto innamorare il mondo dei dalmata fin dagli anni ’60 e “Lilly e il vagabondo”, il cui trailer della nuova versione non animata è stato utilizzato per il lancio di Disney+, la piattaforma che nasce con il proposito di fare concorrenza a Netflix.

Ma il titolo che probabilmente più di tutti racconta la storia di un rapporto tra cane e padrone è “Hachiko”, film tratto anche questo da una storia vera, che narra il rapporto tra un professore di musica e un cucciolo di Akita Inu, abituato ad accompagnare ed aspettare ogni giorno il suo padrone alla stazione, facendolo per anni invano quando il padrone muore. In questo caso piccolo consiglio: mettete da parte i popcorn e prendete i fazzolettini, perché la commozione conquista vette quasi illegali. A consolarvi comunque, accanto a voi, se siete fortunati, ci sarà il vostro cane con quello sguardo devoto e rassicurante.   



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