"Non vogliamo passerelle di politici". A Genova molte famiglie contro i funerali di Stato

Le famiglie di 17 delle 38 vittime, secondo La Stampa, hanno scelto le esequie private: "È un dolore privato"

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“È lo stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa”. Così, secondo quanto riportato oggi da La Stampa, la madre di Gerardo Esposito, una delle 38 vittime del crollo del ponte Morandi di Genova.

Alcuni dei parenti delle vittime, stando a quanto riporta il quotidiano torinese, avrebbero cominciato a far sentire la loro voce, soprattutto sui social, contro i funerali di Stato voluti dal governo, che si terranno sabato 18 alle 11.30: “Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a torre del Greco. È un dolore privato, non servono passerelle”, ha scritto invece in un post su Facebook il padre di un’altra vittima, Giovanni Battiloro.

O ancora, Denise Vittore, sorella di Andrea, l’ex giocatore di pallacanestro, appena sposato, in viaggio con la moglie e i due figli di 12 e 16 anni, tutti morti sotto le macerie del ponte: “Non ho più fiducia in questo stato”. O la madre di Elisa Bozzo, 34 anni, anche lei tra le vittime: “Quelle cose pubbliche non mi piacciono”. Molte delle famiglie non hanno ancora deciso se accettare o meno una cerimonia pubblica. Ma è certo che 17 tra le 38 vittime accertate, avranno le esequie private. Ai funerali di Stato saranno presenti Sergio Mattarella e i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati. 



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