Minacce e messaggi hot alla figlia del debitore, 2 preti indagati per estorsione

La Dda ha chiesto il rinvio a giudizio del segretario particolare del vescovo di Mileto e del reggente della chiesa della Madonna del Rosario di Tropea. I due avrebbero anche chiesto l'intervento del clan Mancuso per farsi restituire un prestito di 9.000 euro

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Due preti del Vibonese sono accusati di estorsione con modalità mafiosa dalla Dda di Catanzaro. I pm hanno chiesto al gup distrettuale il rinvio a giudizio di padre Graziano Maccarone, 41 anni, segretario particolare del vescovo di Mileto, e di Nicola De Luca, 40 anni, di Rombiolo, reggente della Chiesa Madonna del Rosario di Tropea.

Maccarone inoltre è anche accusato di aver inviato in due mesi oltre tremila messaggi a sfondo sessuale alla figlia disabile del debitore evocando poi l'intervento del clan Mancuso della 'ndrangheta in caso di mancata restituzione dei novemila euro avuti in prestito.

I due capi mafia chiamati in causa sarebbero Luigi e Pantaleone Mancuso, (quest'ultimo detto detto "Scarpuni"), rispettivamente zio e nipote. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e coordinate dalla procura distrettuale antimafia del capoluogo, diretta da Nicola Gratteri.

Don De Luca, oltre ad essere reggente della chiesa "Madonna del Rosario" di Tropea, è il rettore del famoso santuario di Santa Maria dell'Isola, edificio che rappresenta il simbolo della località turistica calabrese. 
Don Graziano è inoltre accusato di aver minacciato la vittima facendosi forte del fatto di aver conservato sul telefonino quasi tremila messaggi compromettenti e a sfondo sessuale scambiati con una figlia disabile del suo debitore.



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