"No al carcere ostativo". La posizione di Gherardo Colombo

Alla vigilia della discussione europea sul 'fine pena mai', l’ex Pm di Mani Pulite racconta: “sono uscito dalla magistratura 12 anni fa proprio perché credo che il sistema ‘carcere e basta’ non garantisca la sicurezza dei cittadini”

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Giuseppe Aresu / AGF
 Carcere di San Vittore - Milano, interni del penitenziario San Vittore (AGF)

“Occorre un sistema complessivo che deve puntare al recupero, fondato sull’educazione e sulla prevenzione: è meglio che i reati non siano commessi piuttosto che punire la loro commissione”.

In un’intervista al Corriere della Sera l’ex Pm di Mani Pulite Gherardo Colombo si esprime in questo modo alla vigilia dell’inizio della discussione sul “Fine pena mai” che comincia oggi alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo.

“Sono uscito dalla magistratura 12 anni fa proprio perché credo che il sistema ‘carcere e basta’ non garantisca la sicurezza dei cittadini”.

L’ergastolo ostativo, infatti, indica una pena senza fine e senza la possibilità di accedere a qualsiasi misura alternativa al carcere e a ogni beneficio penitenziario, a meno di una collaborazione con la giustizia dell'ergastolano.

Carcere ostativo sì o no

Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite, il carcere ostativo previsto dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario “impedisce al giudice di verificare caso per caso se il detenuto possa ottenere benefici” e anche “di valutare se dopo un numero di anni (particolarmente elevato) di pena scontata possa accedere alla liberazione condizionale”.

“Non vedo perché togliere al giudice questa funzione” specifica Colombo, che poi si chiede: “Potrà un giudice valutare se possono essere reinseriti nella società? Perché lo può fare per chi ha ucciso la moglie e per chi ha ucciso durante uno scontro a fuoco, e sono passati già trent’anni da allora no?”

“Il fine pena mai è anticostituzionale”

La discussione nel merito di questa vicenda oggi al centro della discussione alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo prende le mosse dalla sentenza di Strasburgo in favore di Marcello Viola, condannato per associazione mafiosa, sequestro di persona, omicidio e possesso illegale di armi. E il 13 giugno, precisa Gherardo Colombo “la Corte europea dei diritti umani gli ha dato ragione” ma l’Italia ha impugnato la sentenza di fronte alla Grande Camera.

“Se dovesse decidere che il ricorso non è ammissibile la sentenza diventerà definitiva”. Ma l’ex magistrato pensa che il Fine Pena Mai sia “anticostituzionale” e aggiunge anche che se “escludiamo la pena di morte, che per fortuna non esiste più, per certi versi abbiamo reso la legge penale meno liberale di quella elaborata dai fascisti” un’affermazione che lo stesso ex magistrato definisce come “una cosa che può apparire scandalosa”.

Ma, a suo avviso, la Costituzione “afferma che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” per concludere che gli sembra che l’ergastolo ostativo “contrasti entrambe queste statuizioni”.



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