Burioni dà ragione ai governatori della Lega: "L'isolamento serve a bloccare l'epidemia"

Il virologo sul suo sito Medical Fact sostiene la richiesta di quattro governatori leghisti di non far rientrare a scuola i bambini di ritorno dalla Cina. Conte: "Alcuni dossier non possono avere un colore politico"

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Riccardo De Luca / AGF 
Roberto Burioni

Mentre continuano le polemiche per la richiesta dei governatori del Nord di non fare rientrare a scuola i bambini di ritorno dalla Cina, a sostegno della loro proposta arriva il virologo Roberto Burioni: "Giusta la richiesta di alcuni Presidenti di Regione della Lega di avere maggiore attenzione prima di riammettere bambini provenienti dalla Cina nelle nostre scuole", ha scritto il medico sul suo sito Medical Facts.

"Il coronavirus cinese è molto contagioso - argomenta Burioni - causa una malattia che sembra essere grave e contro di essa non abbiamo né farmaci né vaccini. L'unica arma che possiamo utilizzare per tentare di bloccare questa epidemia è, insieme alla diagnosi precoce, l'isolamento". 

Ieri i governatori leghisti di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige avevano scritto una lettera comune al ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. "Non c'è alcuna volontà di contrapposizioni politiche, né tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all'ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso", aveva detto il presidente del Veneto, Luca Zaia.

Cone: "Dobbiamo fidarci delle autorità"

Intanto il giorno dopo la richiesta dei quattro governatori arriva netta la risposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Alcuni dossier non possono avere colore politico. Dobbiamo fidarci delle autorità scolastiche e sanitarie. Invito i governatori del Nord a fidarsi di chi ha specifiche competenze". "In Italia abbiamo portato avanti la linea più prudente", ricorda il premier sottolineando le misure prese dall'Italia per fronteggiare il coronavirus, "ora però le esagerazioni ci fanno male. C'è un criterio di adeguatezza delle misure, se si va oltre si fa un danno agli italiani. Ieri mi è stato richiesta anche la sospensione del Trattato di Schengen, non ci sono le condizioni".

Conte si augura che le condizioni dei due cinesi ricoverati in terapia intensiva all'ospedale Spallanzani migliorino presto ("Hanno le cure migliori") ma ribadisce che la situazione è sotto controllo, che "non ci sono i presupposti per allarme o panico". E dunque "chi ha ruoli politici ha anche il dovere, la responsabilità di dare messaggi di tranquillità e serenità. Ogni forza politica - la premessa di Conte - è libera di fare valutazioni, ma poi dobbiamo ritrovarci su obiettivi comuni e un approccio condiviso".

Il messaggio dunque è chiaro: nessuno strumentalizzi. "Stiamo attenti - osserva il premier oggi a Londra per lanciare Cop26 e incontrare il primo ministro britannico Boris Johnson - perché ci sono degli elementi di discriminazione che potrebbero sfociare anche in atti violenti, questo non possiamo permetterlo. Nessuno pensi di potersi approfittare di questa situazione". 'Invito ai governatori a fidarsi delle autorità scolastiche e sanitarie - continua il presidente del Consiglio -. In Italia - sottolinea ancora - abbiamo adottato da subito la linea piu' prudente e protettiva. Ora pero' le esagerazioni ci fanno male. Sarà costituita una task force con i ministri competenti per valutare l'impatto economico di eventuali misure di protezione. Non vogliamo che le nostre imprese soffrano e i nostri imprenditori che lavorano con la Cina possano avere un danno".



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