Viaggio nelle città sostenibili: il senso di Lucca per il cibo

Il "Piano Intercomunale del cibo" è infatti uno strumento che vuole raccogliere una serie di iniziative e di progetti che possano favorire un migliore accesso al cibo di qualità a tutta la popolazione cittadina, ma anche a quella del territorio

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JACQUES Pierre / hemis.fr / hemis.fr / Hemis
Piazza dell'Anfiteatro a Lucca

Il cibo inteso anche come strumento di governo del territorio è, per Lucca uno dei cardini della strategia verso la sostenibilità della città di Lucca.

Il "Piano Intercomunale del cibo" è infatti uno strumento che vuole raccogliere una serie di iniziative e di progetti che possano favorire un migliore accesso al cibo di qualità a tutta la popolazione cittadina, ma anche a quella del territorio. Non solo, questo strumento è anche occasione per costruire una rete tra enti locali e affini che permettono di accedere ai bandi dell’Unione Europea e di trovare così risorse utili a governare la città.

“Per un comune, in questo periodo di gravi ristrettezze economiche riuscire a concretizzare interventi incisivi sul territorio significa prima di tutto costruire una rete con altre realtà affini o territorialmente vicine, significa individuare bandi europei e proporre progetti competitivi” ha spiegato Alessandro Tambellini che dal 21 maggio 2012 è, per il secondo mandato, Sindaco di Lucca. “Centrare gli obiettivi espressi dai parametri definiti dagli obiettivi di sostenibilità è doveroso per evitare di trascinare il nostro pianeta nella distruzione. Per l'Italia, vista la situazione economica e politica, centrare questi risultati sarà ancora più faticoso. Molto dipenderà dall'intero sistema paese e da come saprà reagire in modo coeso con attività significative in termini di innovazione, di risorse umane e di tecnologia da mettere in campo. Nel suo piccolo il Comune di Lucca sta facendo la sua parte” ha spiegato Tambellini.

Cosa dice su Lucca il rapporto FEEM

L’occasione è la presentazione dei dati raccolti dai ricercatori della Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e pubblicati nel rapporto “Per un’Italia sostenibile: l’SDSN Italia SDGs City Index 2018”. La ricerca ha misurato, per ciascuna delle città capoluogo di provincia italiane, la percentuale di attuazione delle politiche di sostenibilità così come sono state definite dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Si tratta in tutto di un percorso che punta a individuare 16 obiettivi che tengono conto di diversi indicatori economici (reddito, distribuzione, lavoro, infrastrutture, innovazione), ambientali (qualità dell’aria, acqua, rifiuti, energia sostenibile), sociali (partecipazione, cooperazione, assistenza), di salute (aspettativa di vita, obesità) e di istruzione.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione di amministratori, cittadini, e comunità, uno strumento che permetta di monitorare il grado di efficacia delle misure adottate e di calibrare così al meglio l’azione amministrativa e di governo delle città. “Senza dubbio (il rapporto della FEEM n.d.r.)  è un buon punto di partenza. Il Comune rappresenta la prima linea dell'attività pubblica dello Stato nei confronti dei cittadini è un ente che può programmare e sostenere solo una parte degli interventi presi in esame in questo rapporto” spiega Tambellini che aggiunge “I numeri e le statistiche basate su dati oggettivi rappresentano strumenti importanti di analisi. Tuttavia sono abbastanza critico con rapporti statistici che hanno la tendenza a generalizzare o amplificare eccessivamente aspetti che non sono riconducibili direttamente alla gestione locale di una parte territorio, come la città, ma che dipendono da contesti e da responsabilità molto più ampie. In questo caso non posso ignorare che, dei 39 indicatori considerati, 20 sono basati su dati precedenti al 2015. Viene quindi da chiedersi quanto di questo rapporto rappresenti lo stato attuale della mia città”.

Ciononostante, il report restituisce un quadro in linea con le informazioni disponibili. “Sicuramente sì, anche se trovo forse eccessivamente negativi quelli riguardanti il consumo dell'acqua che mi risulta nella media rispetto a quelli nazionali. Come del resto il parametro sulla povertà: pur essendo Lucca una città benestante, mi sembra forse eccessivamente ottimistico” spiega il Sindaco di Lucca. Entrando nel merito, i dati indicano che Lucca è sulla buona strada per almeno 11 dei sedici obiettivi definiti dall’Agenda con percentuali superiori al 50 e, in almeno 2 casi, anche all’80 per cento. In particolare oltre all’obiettivo 1 (lotta alla povertà) è molto positivo anche quello legato alla riduzione delle emissioni di CO2, mentre sono positivi quelli relativi alla salute e al benessere della popolazione, all’istruzione, all’uguaglianza di genere, al lavoro, alle disuguaglianze di reddito, e poi allo smog e piste ciclabili, ai rifiuti e verde urbano e, infine, all’aggregazione sociale.

La lotta alla povertà

“La lotta alla povertà - dice Tambellini - ci vede impegnati soprattutto nella creazione di nuove abitazioni popolari, nella riqualificazione di importanti quartieri della periferia della città dotati di spazi comuni, centri aggregativi e giardini pubblici attrezzati. Abbiamo la fortuna di mantenere una buona qualità della vita con un tessuto urbano storico circondato dal verde e di avere un comprensorio industriale vivace con significative presenze di gruppi internazionali nei settori manifatturieri e tecnologici del settore cartario, cartotecnico e metalmeccanico”. “Sicuramente - spiega il sindaco - continueremo a investire in piste ciclabili, nella mobilità elettrica, nei parchi urbani. Cerchiamo di promuovere l'uguaglianza di genere e la valorizzazione della cittadinanza. Abbiamo in cantiere un nuovo regolamento per i rifiuti urbani che incentiva ancora di più la raccolta differenziata e premia la redistribuzione dei beni alimentari inutilizzati”.

Restano ancora 5 obiettivi che ancora non sono stati raggiunti con percentuali superiori al 50 per cento: quello relativo all’accesso al cibo (orti urbani e indice di obesità), allacci alla rete idrica integrata, offerta di trasporto pubblico e partecipazione. Sotto il venti per cento l’obiettivo legato alle fonti rinnovabili. “Lucca - spiega Tambellini - partecipa con gli altri comuni della piana (Capannori, Lucca, Altopascio, Porcari e Villa Basilica) alla redazione partecipata di un "Piano Intercomunale del cibo", un insieme di azioni per migliorare la produzione, la distribuzione e il consumo consapevole di alimenti che garantiscono il diritto all’alimentazione sana per tutta la popolazione del territorio. Già dal 2015 abbiamo inoltre aderito  al progetto “Orto in condotta” nell'ambito dell'iniziativa “Centomila Orti in Toscana” per  incrementare le superfici da destinare all'autoproduzione ed al consumo di prodotti agricoli locali”.

Uno dei punti da risolvere è quello legato all’accesso alla rete idrica integrata. “Il nostro gestore della rete idrica - spiega Tambellini - è impegnato nel rinnovamento della rete di distribuzione e recentemente sono stati portati a termine importanti lavori sostituzione delle tubature in tre popolosi quartieri della città. Presto sarà a gara un'importante opera per l'estensione nell'estrema zona ovest del territorio comunale della rete fognaria”. Nel trasporto pubblico, altro punto su cui occorre colmare un gap più consistente, “ci siamo impegnati per il raddoppio della linea ferroviaria Firenze-Lucca, in fase di realizzazione. Per quanto riguarda il trasporto pubblico urbano dobbiamo tenere conto del territorio comunale molto esteso e con zone di scarsa densità abitativa. Cercheremo di rafforzare comunque il servizio anche con soluzioni creative”. Altro punto è quello delle fonti rinnovabili “penso in particolare ai pannelli fotovoltaici e anche al risparmio energetico - dice il sindaco di Lucca che spiega -  un grande lavoro lo stiamo facendo da anni sull'edilizia scolastica grazie alla collaborazione con la principale fondazione bancaria cittadina, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il fatto di avere gran parte del patrimonio immobiliare comunale rappresentato da edifici storici in pieno centro di Lucca ha ridotto la nostra possibilità di installazione di fotovoltaico per evidenti vincoli paesaggistici. Stiamo effettuando la progressiva sostituzione di tutte le lampade di illuminazione pubblica con moderni led ad alta efficienza”.

Un aspetto su cui occorre prestare ulteriore attenzione è quello della partecipazione dei cittadini alla vita cittadina. “La scarsa partecipazione elettorale - spiega il Sindaco Tambellini - rappresenta un grave problema a livello nazionale che denota una sorta di stanchezza dei cittadini nei confronti di una politica che non sa affrontare i problemi ma li trascina spesso per anni senza il coraggio di decidere. Risulta perciò inefficace e inutile, agli occhi degli elettori, persino l'alternanza politica. Il bravo amministratore non dovrebbe vivere con il timore essere punito dagli elettori; ma dovrebbe saper compiere le scelte che ritiene giuste e necessarie per il bene della collettività, anche quando i risultati si potranno apprezzare solo a distanza di anni. La mia amministrazione si è distinta in quasi sette anni (fra primo e secondo mandato) per l'impegno all'ascolto dei cittadini. Il sindaco riceve tutti i cittadini che lo richiedono. L'amministrazione organizza inoltre assemblee informative e partecipative per discutere i più importanti interventi previsti direttamente con i cittadini interessati”.

Al netto di questi interventi specifici sono in cantiere anche altri progetti, anche se, permangono difficoltà di realizzazione. “Questi temi sono tutti importanti. Nella nostra agenda politica cercheremo di non trascurane nessuno, ma per un comune, in questo periodo di gravi ristrettezze economiche riuscire a concretizzare interventi incisivi sul territorio significa prima di tutto costruire una rete con altre realtà affini o territorialmente vicine, significa individuare bandi europei e proporre progetti competitivi. Gli enti locali  - ha concluso il Sindaco - soffrono il peso di un codice degli appalti eccessivamente complesso. In caso di inadempienze o fallimento dei fornitori, ad esempio, la riassegnazione è assai complessa con una conseguente dilatazione dei tempi di realizzazione delle opere”.

 

 

 



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