Viaggio nelle città sostenibili. Cosa significa "ri-ammagliare" Benevento

È la parola chiave intorno alla quale ruota la strategia per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Ecco come la città sta lavorando per cercare di migliorare la qualità della vita dei cittadini

Viaggio nelle città sostenibili. Cosa significa "ri-ammagliare" Benevento
Lars Halbauer / DPA / dpa Picture-Alliance
La chiesa di Santa Sofia a Benevento

E’ ri-ammagliare la parola chiave intorno alla quale è definita la strategia di Benevento per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Almeno questo è il termine con cui Luigi De Nigris, assessore alle Politiche Ambientali, Energetiche, Raccolta differenziata e ciclo dei rifiuti del Comune di Benevento, ha voluto usare per spiegare in che modo la sua città sta lavorando per cercare di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

“Agendo sul ri-ammaglio funzionale e sociale delle aree urbane a rischio-marginalità, vengono alimentati e valorizzati molti elementi di sostenibilità e sicurezza ambientale” ha detto. Messa in questi termini, la parola evoca in maniera chiara il senso dell’operazione che l’amministrazione di Benevento sta tentando di portare a compimento.

 

Come funziona il rapporto della FEEM

I dati raccolti dai ricercatori della Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e pubblicati nel rapporto “Per un’Italia sostenibile: l’SDSN Italia SDGs City Index 2018” indicano chiaramente che Benevento deve lavorare ancora molto per raggiungere gli obiettivi definiti dall’agenda 2030 sulla sostenibilità delle Nazioni Uniti.

“Gli indicatori ci confermano quanto già è noto ad un occhio attento. In alcuni dei principali ambiti: povertà, salute, rifiuti, aria, Benevento è in buona posizione e comunque in linea con città di simili dimensioni e dal contesto omogeneo. Sugli altri, come ad esempio industria, innovazione e infrastrutture, lavoro e crescita economica, istruzione, siamo più in affanno, ma comunque sempre in linea con realtà omogenee e con lo stesso contesto geografica” spiega De Nigris. 

Prima però di entrare nel dettaglio dei singoli temi, l’assessore De Nigris vuole fare una considerazione: “Gli obiettivi non possono riguardare solo l'ambito della micro-comunità, ma devono avere un respiro mondiale, europeo e nazionale. Non possono infatti essere sottaciute le evidenti contraddizioni che pesano sui quattro pilastri: economico, ambientale, sociale ed istituzionale, su cui si regge il complesso intervento”. Per esempio come quando il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di stracciare gli accordi di Parigi sul clima. “Ritengo sia molto difficile far conciliare gli obiettivi di sostenibilità ambientale o sociale, se la posizione di Trump, il presidente di un Paese fondamentale nell’economia e nella politica internazionale, è in palese contrasto con quella di altri principali Paesi” ha spiegato.

Anche il contesto nazionale deve essere considerato, perché alcuno elementi considerati dal rapporto, sono evidentemente il frutto di scelte che non sono solo in chiave locale. “Il rapporto elaborato da FEEM è' sicuramente un valido strumento per la realizzazione dell’attività politico-amministrativa. Per esempio, da Assessore delegato alla Politiche Ambientali ed Energetiche, ad esempio, mi colpisce il punto 7: la scarsissima incidenza del fotovoltaico che da luogo all’unica segnalazione completamente negativa che però è attribuita a ben 69 comuni su 101. Si tratta, come giustamente registrato dal rapporto, di un fattore particolarmente critico nel panorama della sostenibilità urbana a cui è attribuito un punteggio decisamente insufficiente per un Paese avanzato come l'Italia. Criticità che interessa anche altri parametri, come i punti 8, 9 e 10, rispettivamente: Lavoro dignitoso e crescita economica; Industria, innovazione e infrastrutture; Riduzione delle disuguaglianze” chiarisce De Nigris.

Nell’ambito della accessibilità a fonti energetiche rinnovabili “la logica degli incentivi pubblici può determinare una spinta per il successo, ma non si può sottacere che qualunque intervento è sottoposto alle rigide logiche di bilancio. Un paradosso che frena decisamente il miglioramento delle condizioni di partenza, in questo come in tanti altri settori strategici” ha detto l’Assessore alle politiche ambientali del Comune di Benevento. 

Il divario tra Nord e Sud

Per De Nigris poi, in futuro sarà ancora più difficile per le città del Sud riuscire a colmare il gap con quelle del Nord, anche in chiave di sostenibilità “Dalla comparazione dei vari indici - spiega - appare evidente il divario tra le città medie ed omogenee del Sud, con quelle del Nord. Sperequazioni e asimmetrie che saranno nel tempo ancor più evidenti a causa dalla manovra finanziaria varata dal Governo nazionale. La riduzione dei finanziamenti per riqualificare le periferie, unita alla richiesta di ‘regionalismo’ differenziato che arriva da alcune Regioni del nord, amplierà ancor di più il gap. Anche il divario regionale, con il salto verso l’industria 4.0, avrà ricadute fortemente eterogenee e in netto contrasto con gli obiettivi di armonizzazione tra le aree del Paese. Il Piano Industria nel Mezzogiorno è infatti condizionato e subordinato alla rimozione, o quantomeno alla riduzione, delle principali cause di ritardo infrastrutturale immateriale e materiale che lo caratterizza e che non potranno colmarsi nel medio periodo”.

I piani del Comune

Davanti a questi scenari, le città, da sole possono far poco per invertire la tendenza. “L'Amministrazione comunale di Benevento, fin dal suo insediamento ha comunque messo in campo e sta realizzando alcune iniziative: sul piano dell'efficientamento energetico, della lotta all’uso indiscriminato della plastica, della riduzione all'immissione di agenti inquinanti in atmosfera, dell'annullamento del divario digitale, dell'innovazione, degli interventi per la mobilità sostenibile ed infine per il miglioramento delle attività legate ai rifiuti” spiega De Nigris.

”Si tratta di interventi "autoctoni" messi in atto dalle singole realtà locali. Gli stessi che, invece, andrebbero veicolati con una precisa assunzione di responsabilità "nazionale". Anche in questo caso programmando ed estendendo le misure in una logica di pianificazione di medio periodo” ha aggiunto. Se in molti ambiti gli spazi di intervento delle amministrazioni locali sono ridotti, in altri, sindaci e amministratori possono fare la differenza.

Il valore di un sindaco come Mastella

“Abbiamo la fortuna - spiega De Nigris - di avere un Sindaco di alto spessore morale e politico, oltre che di grande esperienza istituzionale, come Clemente Mastella. Nonostante avesse ereditato un pesante dissesto economico, ha ancorato il suo mandato ad alcuni macro obiettivi che nel tempo, a catena, esplicheranno positivi effetti sui diversi ambiti della comunità. Fin dall'inizio, oltre all'assolvimento delle quotidiane attività di un ente locale, ha definito lo sviluppo della Città secondo la logica dell'approccio integrato e multisettoriale. Ha infatti promosso, in coerenza con i principi, le strategie e gli obiettivi delineati dalla programmazione regionale, un nuovo programma di rigenerazione urbana. Esso si basa su quattro focus fondamentali: contrasto alla povertà ed al disagio; miglioramento dell’accessibilità dei servizi per i cittadini; valorizzazione dell’identità culturale e turistica della città; miglioramento della sicurezza urbana che a pieno titolo rientrano tra i 17 indicatori dell'Agenda 2030. Interventi che possono sicuramente favorire la coesione sociale e la mescolanza tipologica e funzionale di ogni sua parte”.

Che cosa è il "ri-ammaglio"

E’ questo il ri-ammaglio, l’azione che sta guidando le scelte dell’amministrazione di Benevento. “Abbiamo avviato questa esperienza amministrativa - conclude De Nigris - tracciando alcune linee guida coerenti con il carattere “trasformativo” previsto dall’attuazione dell’Agenda 2030. Inutile aggiungere che per centrare la realizzazione di quanto immaginato, c'è bisogno anche di un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società: dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni privati, dalle università e centri di ricerca, agli operatori dell’informazione e della cultura. C'è quindi bisogno di un profondo cambiamento culturale che deve coinvolgere anche la politica e le sue relazioni con le rappresentanze sopra citate”.

 



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