Viaggio nelle città sostenibili. Come funziona il softpower scelto da Ancona

"Quello che può e che deve fare una amministrazione pubblica" dice il sindaco, "è creare le condizioni ambientali di contesto favorevoli all'insediamento delle attività e contemporaneamente governarne gli effetti e gli impatti sulla vita cittadina

Ancona qualita vita
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Ancona

Sulla strada verso la piena sostenibilità, in sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ha scelto di giocare la carta del softpower: nessun dirigismo, ma interventi puntuali volti ad accompagnare le proposte che arrivano dal territorio.

Per esempio da Fincantieri, che vuole ampliare i suoi impianti per la produzione delle grandi navi da crociera, o dall'Università Politecnica delle Marche, che invece vuole ampliare il numero dei suoi studenti, soprattutto dei fuori sede.

"Penso - ha spiegato Mancinelli - che quello che può e che deve fare una amministrazione pubblica è creare le condizioni ambientali di contesto favorevoli all'insediamento delle attività e contemporaneamente governarne gli effetti e gli impatti sulla vita cittadina".

Come funziona il rapporto FEEM

I dati sembrano darle ragione. Almeno quelli raccolti dai ricercatori Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e pubblicati nel rapporto "Per un'Italia sostenibile: l'SDSN Italia SDGs City Index 2018". La ricerca ha misurato, per ciascuna delle cittaàcapoluogo di provincia italiane, la percentuale di attuazione delle politiche di sostenibilità così come sono state definite dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Si tratta in tutto di 16 obiettivi che tengono conto di diversi indicatori economici (reddito, distribuzione, lavoro, infrastrutture, innovazione), ambientali (qualita' dell'aria, acqua, rifiuti, energia sostenibile), sociali (partecipazione, cooperazione, assistenza), di salute (aspettativa di vita, obesità) e di istruzione. L'obiettivo è quello di mettere a disposizione di amministratori, cittadini e comunità, uno strumento che permetta di monitorare il grado di efficacia delle misure adottate e di calibrare così al meglio l'azione amministrativa e di governo delle città.

"Strumenti come questo sono naturalmente molto complessi - spiega Mancinelli - perché debbono tener conto di realtà anche diverse tra loro, ma certo sono strumenti molto utili". Ancona sembra essere sulla buona strada verso il pieno conseguimento di questi target: 12 su 16 sono stati raggiunti con percentuali che vanno ben oltre la soglia del 50 per cento, solo uno invece, sotto la soglia del 20 per cento, il numero 7, energia rinnovabile e accessibile. "Mi pare che tutto sommato il quadro sia positivo" spiega Mancinelli.

Qualche nota stonata

C'e' tuttavia qualche nota stonata. Per esempio l'obiettivo 2 che riguarda il cibo che e' stato raggiunto solo al 25,3 per cento. Per misurare questo obiettivo, i ricercatori hanno preso in considerazione diversi indicatori, tra questi anche la percentuale di persone obese. "Su questo l'azione di un'amministrazione è molto indiretta - spiega Mancinelli - e si esprime attraverso una serie di provvedimenti e di atti che puntano a favorire da parte della popolazione l'adozione di comportamenti che possano contrastare la diffusione dell'obesità".

Proprio per favorire al massimo questo tipo di azioni, il Comune di Ancona ha scelto di aderire alla rete delle Città Sane, il network di Comuni che promuove la salute riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. "Uno sforzo importante, in questo senso lo stiamo facendo nel campo della refezione e delle mense scolastiche. Ogni giorno vengono erogati circa 4.500 pasti. Grazie a un gruppo di esperti tra cui anche una dietologa, non solo cerchiamo di garantire la sicurezza dei prodotti ma vogliamo anche garantire un regime dietetico sano e una giusta educazione alimentare ai bambini e alle loro famiglie".

Risultati buoni, ma da mantenere

Un capitolo a parte sono gli indicatori che riguardano il lavoro, lo sviluppo e l'economia. I risultati raggiunti, anche se i dati sono positivi, non permettono di adagiarsi sugli allori. Le risorse a disposizione, il porto, la cantieristica e un settore turistico che comincia a diventare una voce importante nel bilancio cittadino. Tutte sfide che dovranno essere affrontate con un occhio anche alla sostenibilità.

"Sul turismo siamo ancora nella fase in cui tutti i programmi e i progetti puntano ad attrarre turisti in città, ma questo non vuol dire che non dobbiamo tentare, fin da ora, di governare questi processi e di renderli il piu' possibile sostenibili anche con azioni concrete" spiega la sindaca Mancinelli. Come, per esempio, la gestione dei trasporti durante le festività natalizie. "Per far fronte all'afflusso di turisti - migliaia di persone per 40 giorni - abbiamo organizzato dei servizi navetta ad hoc per portare le persone dai parcheggi fino al centro cittadino" dice Mancinelli.  

La gestione della viabilità è un tema che emerge anche in conseguenza di un altro importante fattore di crescita economico della città con evidenti ricadute in termini di sostenibilita'. Si tratta della cantieristica navale con il grande cantiere di Fincantieri coi suoi 1.400 addetti che costruisce le grandi navi da crociera e tutti gli altri cantieri che costruiscono yacht. Anche in questo caso l'approccio è quello del softpower, ovvero dare risposte agli operatori e contemporaneamente governarne gli effetti sulla città. Per far fronte alle richieste di mercato, Fincantieri ha chiesto di raddoppiare la superficie degli spazi produttivi a discapito di un'area, all'interno del cantiere, che attualmente è utilizzata come parcheggio dal personale.

"Stiamo ragionando - racconta Mancinelli - con la società per cercare di capire come organizzare questa sosta fuori dall'area del cantiere con un trasporto collettivo e programmato per gli addetti che poi lavorano su turni", in modo da permettere di dedicare tutta l'area di cantiere alle attività legate alla produzione".

Un altro ambito su cui si sta investendo nello sviluppo della città è il rapporto con l'Università Politecnica della Marche. Anche qui la parola d'ordine è quella di assecondare le iniziative che vengono presentate. Un approccio che ha permesso di avviare una serie di progetti che cambieranno il volto di pezzi importanti della città. In questo caso, oltre a favorire un aumento dei servizi per gli studenti (a cantieri conclusi sono attesi almeno altri 250 nuovi posti letto per i fuori sede) si stanno avviando interventi per la rigenerazione del tessuto urbano attraverso il recupero di strutture abbandonate come l'Ex Caserma Fazio, il Complesso del Buon Pastore e anche l'Edificio derrate Alimentari nel parco del Cardeto.

 



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