Troppe buche sulle strade di Roma, accorciata l'ultima tappa del Giro

I corridori hanno minacciato di non correre il tratto finale conclusivo

Troppe buche sulle strade di Roma, accorciata l'ultima tappa del Giro

Buche stradali coperte in fretta e furia per evitare non solo una figuraccia in eurovisione, ma anche qualche incidente ai campioni del Giro d’Italia. E sì perché la corsa si sta concludendo con l’arrivo dell’ultima tappa ai Fori Imperiali, e una caduta di Froome o dei suoi più diretti inseguitori andava evitata a tutti i costi.

Ecco perché da stamattina i vigili urbani sono stati al lavoro insieme alle ditte che si occupano (non sempre tempestivamente, come noto) della copertura e sistemazione del manto stradale flagellato dalle buche per ricoprire quelle dove sarebbero passati i corridori.

Le immagini stanno facendo il giro del web, nell’ironia generale.

Ma la corsa dei vigili non ha evitato comunque la gaffe mondiale. Radiocorsa ha informato che il tempo ufficiale della 21esima e ultima tappa del 101esimo Giro d'Italia di ciclismo, che servirà poi a stilare la classifica generale finale, verrà preso dopo il terzo passaggio. Vengono dunque aboliti i due traguardi volanti. Ne dà notizia l’UffPost. Le pessime condizioni della sede stradale, rifatta in alcuni punti ma ancora zeppa di sanpietrini e dislivelli, aveva scatenato la protesta degli atleti impegnati. I giudici hanno quindi stabilito che l’esito della frazione sarà valido, ma non lo saranno i tempi finali, chiusi dopo il terzo passaggio sotto il traguardo dei Fori Imperiali, scrive il Corriere. In altre parole, la probabile volata di Roma sarà valida a tutti gli effetti, i tempi no. Froome ha dunque già vinto il Giro d’Italia di ciclismo, perché i tempi sono stati resi definitivi dopo il terzo passaggio. Sono validi anche i traguardi volanti ai fini della classifica a punti per la maglia ciclamino.

Alla base di tutto la protesta dei corridori per le condizioni del tracciato. La situazione è in continua evoluzione e non è escluso che i corridori possano decidere addirittura di fermarsi.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it