La madre di Bossetti porta con sè i segreti e i misteri del caso Yara Gambirasio

Ester Arzuffi è morta per un cancro che l'ha consumata in poche settimane. Ha sempre negato che il figlio Massimo fosse frutto di una relazione extraconiugale

La madre di Bossetti porta con sè i segreti e i misteri del caso Yara Gambirasio 

Ester Arzuffi è morta. La donna che ha sfidato la genetica continuano a sostenere che suo figlio, Massimo Bossetti, è figlio di Giovanni Bossetti e non dell'autista di autobus Giuseppe Guerinoni, come sostengono le indagini che hanno portato all'ergastolo il muratore accusato del delitto di Yara Gambirasio, porta con sé segreti e misteri.

Bossetti è stato condannato in primo grado e in appello. Il 12 ottobre spetterà alla Cassazione pronunciarsi. E il dato su cui si è concentrata l'accusa, quell'esame del DNA che ha portato prima all'identità di Guerinoni, morto nel 1999, poi a quella del figlio illegittimo, Massimo Bossetti, è proprio quello che Ester Arzuffi ha sempre contestato. 

Ora che anche lei non c'è più - il marito era morto nel Natale del 2015, un anno e mezzo dopo l'arresto del figlio e pochi mesi prima della sua condanna, l'unica verità che resta è quella svcritta dalla genetica. 

Guerinoni le dava dei passaggi in fabbrica, in valle, prima che lei si trasferisse con il marito a Brembate Sopra e poi a Terno d’Isola, a 50 chilometri dalle montagne, ricostruisce il Corriere della Sera

È dal profilo genetico di Ester Arzuffi che nel giugno 2014 carabinieri e polizia arrivarono a Massimo Bossetti, dopo tre anni e mezzo di indagini. Era il 50% del dna di Ignoto 1, il killer che ha lasciato le sue tracce biologiche sugli slip e sui leggings della tredicenne Yara, uccisa il 26 novembre 2010. Lei giurò al figlio che suo padre era Giovanni Bossetti, ma davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, si avvalse della facoltà di non rispondere.

Fuori dai tribunali aveva sempre tenuto duro nel negare la relazione con Guerinoni, cui gli investigatori erano arrivati dopo aver prelevato il Dna a decine di migliaia di persone. La donna era arrivata a proporre una sua spiegazione su come Guerinoni potesse essere stato padre di suo figlio, ricostruisce La Stampa e aveva parlato di una inseminazione artificiale praticatale senza che lei lo sapesse dal ginecologo da cui era in cura alle fine degli anni ’60. Parole che le costarono una denuncia per diffamazione da parte dei famigliari del medico. 



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