Come capire quando all'asilo c'è qualcosa che non va

In aumento in questo inzio di 2019 i casi di maltrattamenti ai danni dei bambini nelle scuole dell'infanzia. Un breve vademecum per interpretare quei segnali di malessere che potrebbero nascondere un problema

Come capire quando all'asilo c'è qualcosa che non va 

Aumentano i casi di maltrattamento sui bambini negli istituti scolastici. Quello della scuola dell'infanzia nella provincia di Isernia è solo l'ultimo di una lunga serie. Nei primi giorni di gennaio ci sono stati altri due episodi simili: uno in un asilo di Ariccia e l'altro in una scuola dell'infanzia del quartiere Magliana di Roma. Non sempre è facile per famiglie e genitori, soprattutto quando si parla di bambini molto piccoli che frequentano asili nido o scuole dell'infanzia, capire quando c'è qualcosa che non va. Secondo 'La via dei colori onlus', associazione che dal 2010 è punto di riferimento per le vittime di maltrattamenti in strutture educative e di cura e che in questi anni di lavoro ha ricevuto oltre 7.000 contatti, ci sono dei campanelli di allarme che è bene non sottovalutare.

Il comune denominatore del disagio dei più piccoli è il verificarsi di un cambiamento immotivato, repentino e negativo. Tra i sintomi più comuni: segni più o meno evidenti di percosse o incuria; giochi troppo violenti o punitivi; insorgenza apparentemente immotivata di nuove paure e ansie; insorgenza di manie e ossessioni; frequenti sbalzi d'umore e reazioni esagerate; insorgenza di tic e gesti tipici delle situazioni d'ansia; enuresi ed encopresi (rispettivamente bimbi che tornano a farsi la pipì addosso sia nelle ore diurne che notturne e difficoltà a trattenere le feci); insonnia e disturbi del sonno; anoressia, bulimia e disturbi dell'alimentazione; ansia da separazione; disturbo dell'attaccamento; mutismo selettivo; pianti inconsolabili per motivazioni apparentemente futili.

Seppur sempre più spesso, i mezzi di informazione si occupano di casi di maltrattamento di bambini nelle scuole, "non si assiste ad un vero e proprio incremento numerico di casi rispetto al passato, ma ad una maggiore consapevolezza del problema", spiega Ilaria Maggi, presidente de 'La via dei colori' e mamma di un bambino che ha subito maltrattamenti all'asilo. "Rispetto a 10 anni fa i mezzi di comunicazione ne parlano di più, complici anche alcuni strumenti di diffusione come i video. Si può quindi dire che se da un lato la differenza la fanno i media, dall'altro molto dipende dalla maggiore consapevolezza dei genitori e delle famiglie che sempre più spesso quando hanno un dubbio si rivolgono agli esperti per avere informazioni".

La presidente della onlus ha raccontato infatti, di non essere stupita dei centinaia di commenti a settimana che arrivano sulle pagine social della sua associazione. Anche i numeri parlano chiaro: i contatti e le segnalazioni a 'La via dei colori' sono aumentate nel corso degli anni, dai 2.000 del 2017 si è passati ai 3.600 del 2018. Dal punto di vista della salute mentale, secondo quanto hanno sottolineato gli psichiatri durante il congresso dell'associazione europea di psichiatria (Epa) del 2017, per i bambini che hanno subito maltrattamenti è triplicato il rischio di disturbi mentali.

In età adulta ci potrebbero essere una maggiore tendenza al suicidio rispetto alla popolazione generale, un più elevato rischio di sviluppo di depressione, di disturbi da stress post-traumatico, deficit della crescita o disturbi d'ansia. A questi problemi si potrebbero aggiungere una predisposizione maggiore all'obesità, a comportamenti aggressivi e sessuali a rischio, all'abuso di alcool e sostanze stupefacenti e a una più alta esposizione a malattie croniche. 



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