Perché gli austriaci aprono le piste da sci e noi no

Perché gli austriaci aprono le piste da sci e noi no

In vista dell'apertura della stagione sul territorio austriaco sono state definite alcune misure per evitare la diffusione del coronavirus

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© JOE KLAMAR / AFP 
- La sanificazione di una cabinovia sul ghiacciao del Pitztal

AGI - L'Austria, fortemente colpita nel mese di novembre dalla seconda ondata della pandemia di Covid-19 tanto da costringere il governo a decidere un nuovo lockdown (terminerà il 6 dicembre), sembra non sentire ragioni sulla possibile chiusura durante le vacanze di Natale e Capodanno degli impianti sciistici. In vista dell'apertura della stagione sul territorio austriaco sono state definite alcune misure per evitare la diffusione del coronavirus.

Si va dall'obbligo della mascherina sugli impianti di risalita al divieto assoluto dell'aprés-ski, ovvero quelle ore di divertimento e danza nei locali in fondo alle piste al termine della giornata sulla neve, tra alcol e musica. Nel pacchetto anche il tampone con cadenza regolare per i dipendenti delle aziende turistiche ma anche per guide turistiche e maestri di sci. Infine, molte aree sciistiche hanno annunciato che estenderanno gli orari di apertura per evitare affollamenti nelle ore di punta.

Gli sport della neve, in particolare lo sci alpino, in Austria sono praticati nel Vorarlberg, Tirolo e Carinzia. L'offerta prevede oltre 7.200 chilometri di piste e 2.521 impianti di risalita. Il più grande comprensorio sciistico dell'Austria, Ski Arlberg, non inizierà la nuova stagione prima del 17 dicembre. Stessa data anche per la stazione di Ischgl. Diversi comprensori sciistici garantiscono rimborsi degli abbonamenti in caso di nuovo blocco degli impianti.