Cosa ci dicono davvero i sondaggi sui partiti

I trend parlano si una sostanziale stabilità, ma a ben guardare i segnali che emergono sono contraddittori

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CHRISTIAN MINELLI / NURPHOTO 
Matteo Salvini

La Supermedia dei sondaggi di questa settimana è di quelle che possono facilmente indurre in errore i lettori meno attenti. È facile infatti, guardando soltanto ai numeri, giungere a conclusioni affrettate: le variazioni registrate sembrano poco significative, o comunque in linea con quelle delle settimane precedenti. Sembra quindi che il quadro sia piuttosto stabile. Eppure, non è così.

Come la scorsa settimana (e quelle precedenti) la Lega è il primo partito, con il 32,1% dei consensi (in calo di mezzo punto su base quindicinale). Tutti gli altri partiti, dal M5S in giù, sono sostanzialmente stabili; Fratelli d’Italia registra un +0,2% che lo porta a sfiorare la soglia psicologica del 5%, mentre Forza Italia tocca esattamente il 10%; a sinistra si confermano le variazioni già viste 7 giorni fa (area ex LeU in ripresa, Potere al Popolo in flessione), ma – come avevamo già avuto modo di dire – non molto significative.

Dietro questa apparente stabilità, però, si nascondono segnali di cui è bene dar conto. Per sua stessa natura, infatti, la nostra Supermedia tende a “sterilizzare” gli scostamenti di segno opposto: è pur vero che è raro che ve ne siano (di norma i vari istituti tendono sostanzialmente a concordare sui trend di ciascun partito), ma questo è decisamente uno di quei casi. La tendenza aggregata ci dice che la Lega è in lieve calo e che il M5S e il PD sono sostanzialmente stabili. Ma è davvero così? Difficile a dirsi, poiché ogni istituto ha fornito una differente lettura dei trend.

La Lega sta davvero calando? Un primo interrogativo, non di poco conto, riguarda lo stato di salute del partito di Matteo Salvini. Secondo diversi istituti, la tendenza delle ultime settimane sarebbe calante: non solo EMG e Piepoli, ma soprattutto SWG (-1,1%) ed Euromedia (-1,7%) vedono la Lega in discesa. Viceversa, ci sarebbe una sostanziale stabilità per Tecnè, e addirittura una lieve risalita per l’istituto di Antonio Noto (+0,5%). E il Movimento 5 Stelle? Anche qui si assiste a una sorta di rebus: i pentastellati sarebbero in lieve calo per Noto, Euromedia e Piepoli, stabili secondo SWG e in crescita secondo Tecnè. Idem per il Partito Democratico, che sale molto secondo SWG (+1,3% nell’ultima settimana) ed EMG, ma si è fermato (o addirittura è in lieve calo) nelle rilevazioni degli altri istituti.

Insomma, dai diversi istituti demoscopici giungono segnali contraddittori. Questo, a ben vedere, è indice del fatto che stiamo attraversando un momento di forte volatilità dell’opinione pubblica: una volta che il quadro tornerà a stabilizzarsi, i vari sondaggisti registreranno tendenze simili, che potranno andare in una direzione o in un’altra. Per il momento, non possiamo sapere quale sarà questa direzione: siamo in una fase nella quale i risultati di un sondaggio possono essere differenti a seconda del giorno (o addirittura dell’orario) in cui la rilevazione viene effettuata.

Di certo, osservando il grafico che riporta lo storico della nostra Supermedia settimanale nell’ultimo anno, cioè dalle elezioni politiche 2018, possiamo dire che il sorpasso del PD ai danni del M5S non si è (ancora?) verificato. Ovviamente questo non significa che il partito di Nicola Zingaretti non possa riuscire in quest’impresa nelle prossime settimane. Ma, come già accaduto l’anno scorso – quando il sorpasso della Lega sullo stesso M5S sembrava imminente, e poi invece richiese un bel po’ di tempo per dirsi effettivamente compiuto – il M5S ha per il momento “rintuzzato gli attacchi” del PD. Per rendere l’idea con un paragone “sportivo”, è come se in una gara di Formula 1 i democratici fossero la macchina con gomme più fresche giunta in scia all’avversario, dopo avergli guadagnato diversi secondi negli ultimi giri: ma un conto è raggiungere il rivale, ben altra storia è riuscire a superarlo. Il PD ha ancora qualche settimana di tempo. Se non riuscirà a sfruttare a pieno l’effetto novità (costituito dall’elezione a segretario di Zingaretti) per compiere il sorpasso, vorrà dire che il M5S avrà saputo frenare la sua caduta e trovato un modo per rilanciarsi. Ma la classifica di questo particolare “gran premio” si avrà solo a fine maggio con le Europee…

 



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