Il centrodestra unito oggi avrebbe la maggioranza sia alla Camera che al Senato

Le simulazioni dimostrano che, presentandosi insieme alle elezioni, il partito di Salvini, Forza Italia e Fratelli d'Italia otterrebbero la maggioranza assoluta in Parlamento

Il centrodestra unito oggi avrebbe la maggioranza sia alla Camera che al Senato
Armando Dadi / AGF
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (AGF)

Se si tornasse a votare oggi e i risultati fossero quelli mostrati ieri dal sondaggio di SWG per il TG La 7 (che mostra per la prima volta un sorpasso della Lega sul Movimento 5 Stelle: 29,2% contro 29%) il centrodestra avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi. Secondo la simulazione realizzata da YouTrend sulla base dei dati di SWG, una riedizione della coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d'Italia supererebbe infatti il 42% dei voti, già indicata in passato da YouTrend come la soglia necessaria per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi sia a Montecitorio che a Palazzo Madama.

Maggioranze non schiaccianti, ma sufficientemente larghe

I numeri: alla Camera il centrodestra con queste percentuali otterrebbe 334 seggi, 18 in più della maggioranza assoluta (e senza contare i 12 deputati eletti all'estero); al Senato la maggioranza sarebbe un po' più risicata (162 seggi, ma anche qui senza contare i senatori eletti all'estero, che sono 6), ma comunque comparabile a quella che attualmente sostiene il governo Conte.

Azzurro al Nord, giallo e un po' di azzurro al Sud. Rosso solo lungo l'Arno

Secondo la proiezione di YouTrend, in questo scenario il centrodestra farebbe man bassa di collegi uninominali, vincendone oltre 150 su 232 alla Camera e più di 70 su 116 al Senato (all'incirca i due terzi in entrambe le Camere). La mappa del voto, elaborata a partire dai rapporti di forza emersi nei singoli collegi in occasione del 4 marzo, mostrerebbe un'Italia divisa in due, con una prevalenza pressoché totale di collegi "azzurri" (cioè vinti dal centrodestra) nel Centro-Nord, mentre al Sud rimarrebbe la prevalenza del Movimento 5 Stelle, ma attenuata da varie "macchie" azzurre in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In questo scenario, dalla mappa dei collegi risulterebbe quasi scomparso il centrosinistra, destinato a vincere solo in alcuni collegi toscani (tra cui Firenze, Sesto Fiorentino, Empoli) e in due soli collegi urbani, uno a Roma e uno a Torino – oltre a quelli conquistati dalla SVP in Alto Adige.



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