L'emergenza coronavirus fa crescere (ancora) la popolarità di Conte

L'emergenza coronavirus fa crescere (ancora) la popolarità di Conte

Nella nostra Supermedia dei sondaggi di questa settimana la Lega scende sotto il 29%, il Pd sale a 21,4
supermedia sondaggi supermedia conte lega pd

©   DIEGO RAVIER / HANS LUCAS - Giuseppe Conte

La “riapertura” del Parlamento con le comunicazioni del presidente del Consiglio prima alla Camera e poi al Senato ha in qualche modo riaperto anche qualche crepa nel clima di “pacificazione nazionale” che si respirava nelle ultime settimane, e ha spianato la strada alla riapertura della consueta contrapposizione politica tra i partiti di maggioranza e di opposizione.

L’incontro di lunedì tra gli esponenti del Governo (Giuseppe Conte in testa) e i leader dell’opposizione di centrodestra non ha inaugurato una fase di più stretta collaborazione, come era probabilmente negli auspici del Presidente della Repubblica. Non è da escludere che nella scelta di giocare al rialzo e di adottare un tono più “battagliero” sia stata presa, soprattutto da Matteo Salvini, dopo aver dato un’occhiata ai sondaggi sulle intenzioni di voto.

La nostra Supermedia dei sondaggi di questa settimana, infatti, conferma le tendenze emerse di recente. La Lega perde un altro mezzo punto negli ultimi 15 giorni, scendendo di un pelo sotto il 29% (non accadeva dal luglio di due anni fa) mentre cresce di pari misura il Partito Democratico (21,4%). Dai dati si può affermare anche, con una certa sicurezza, che l’emorragia di consensi del Movimento 5 Stelle sembra essersi quantomeno arrestata: ad oggi il M5S vale il 14,4% e tiene ancora dietro i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che crescono in modo un po’ meno accentuato rispetto al solito (+0,2%).

Tra gli altri partiti si registra la perdurante stabilità di Forza Italia, che resta ormai da molti mesi sopra il 6%, e il brutto momento di Italia Viva, che arretra al 3,4%. Scendono sotto il 2% sia i verdi (pressoché scomparsi dal dibattito pubblico) sia Azione di Carlo Calenda, che in questa fase soffre il suo posizionamento di “opposizione costruttiva” e che non pare aver tratto alcun giovamento dell’aver messo Walter Ricciardi – uno dei suoi esponenti più prestigiosi – a disposizione del ministro della Salute in qualità di consulente per l’emergenza.

Quello che diviene via via più evidente di settimana in settimana è che l’emergenza coronavirus, ormai divenuta argomento principale – se non l’unico – del dibattito pubblico (e non solo), ha davvero “congelato” gli spostamenti nelle preferenze di voto: non tanto tra i singoli partiti, dove anzi come abbiamo visto sono tuttora in corso delle tendenze ben identificabili; quanto tra le aree, i “blocchi” ideologici in cui si suddivide l’elettorato italiano, dove ormai da un mese e mezzo circa i rapporti di forza sembrano essersi cristallizzati.

L’altra tendenza “emergente nell’emergenza” è quella che riguarda la popolarità del premier Giuseppe Conte. Già la scorsa settimana avevamo sottolineato come questa abbia conosciuto un’impennata (in certi casi netta) nel giudizio degli elettori. Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione, fotografati dall’istituto Ixè, confermano questo scenario: il presidente del Consiglio sta vedendo crescere la sua popolarità in modo piuttosto evidente, in queste settimane di crisi.

Negli ultimi giorni si è parlato anche della durata dello stato d’emergenza in corso, caratterizzato da fortissime restrizioni alla libertà di circolazione e di spostamento. Su questo tema le previsioni degli italiani sono, se così si può dire, moderatamente ottimistiche. La netta maggioranza di essi ritiene che l’emergenza durerà solo alcuni mesi: la pensa così, ad esempio, il 73% degli intervistati da Demos; ma anche il 60% degli italiani interpellati da SWG ritiene che l’attuale situazione durerà “non più di 3 mesi”; più specifiche sono le risposte dell’ultimo sondaggio Ixè, dove per il 20% degli italiani addirittura la crisi durerà solo fino al periodo di Pasqua (una quota che però si va riducendo col passare delle settimane, com’è ovvio), mentre un ulteriore 50% pensa che si arriverà così fino all’inizio dell’estate. L’ottimismo, in questo caso, si evince dal fatto che sono in netta minoranza coloro che prevedono una durata della crisi superiore ai 3 mesi (il 32% per SWG) o che arrivi fino all’autunno (12% per Ixè), e ancora meno sono quanti ipotizzano che l’emergenza possa durare un anno, o persino di più.

 

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 12 al 25 marzo dagli istituti Demos, EMG, Ixè, Noto, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 26 marzo sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.