Trump ha fretta di tornare nello spazio su navicelle americane

Da ultimo nel discorso sullo stato dell'Unione, il presidente statunitense ha annunciato e ricordato gli obiettivi del Paese. Oggi gli astronauti americani che vogliono raggiungere la stazione internazionale devo usare a pagamento la Soyuz russa

Trump ha fretta di tornare nello spazio su navicelle americane
 Afp
Soyuz

Nel discorso sullo stato dell’Unione, il presidente Trump ha dedicato attenzione allo spazio. Prima ha ricordato il cinquantenario della sbarco sulla Luna ringraziando Buzz Aldrin che era presente, seduto vicino alla First Lady. I membri del Congresso e gli invitati gli hanno tributato un lungo, meritato, applauso. Poi, ha annunciato che “This year, American astronauts will go back to space on American rockets”.

Certamente sarebbe un passo importante, che gli americani aspettano del pensionamento dello Shuttle, nel 2011. Da otto anni, infatti, se gli astronauti americani vogliono raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, devono usare (a pagamento) la Soyuz russa. Un vuoto nell’accesso indipendente allo spazio che la NASA spera di colmare al più presto attraverso il programma denominato CCDev per Commercial Crew Development.

È un nuovo approccio fortemente voluto dall’amministrazione Obama che si proponeva di spingere lo sviluppo commerciale dello spazio chiedendo alle industrie la progettazione e la realizzazione di prodotti standard, da comperare chiavi in mano, piuttosto che fare costruire veicoli spaziali su progetto della NASA. È la differenza tra la produzione di serie e quella su misura. La speranza era di avere, nel lungo periodo, prodotti meno costosi, pronti da utilizzare.

La NASA ha investito su questa visione a partire dal 2010. Si è partiti con un finanziamento da 51 milioni di dollari per permettere a 5 industrie di sviluppare piani preliminari. Nel 2011, a 4 delle 5 compagnie iniziali sono stati assegnati 270 milioni di dollari per continuare lo sviluppo. Il finanziamento è aumentato negli anni successivi a 397 milioni, 597 milioni, fino a 2,1 miliardi nel 2016. A questo punto, sono state selezionate le due industrie vincenti, la Boeing e SpaceX, alle quali sono stati dati contratti per un totale di 7,9 miliardi.

Dopo molti ritardi, Space X avrebbe dovuto lanciare la sua capsula Dragon a gennaio, ma la chiusura forzata della NASA ha dato un’ottima scusa per ritardare di un paio di mesi. Si tratta di un volo di test senza uomini a bordo. Solo una volta che si è fatto un test completo della capsula si potrà pensare ad un volo con astronauti, che avrebbe dovuto essere a giugno, ma sarà qualche mese più tardi.

Anche il volo di prova della capsula Starliner della Boeing, che avrebbe dovuto avvenire a marzo, slitterà, forse ad aprile, forse dopo.

Nel caso l’annuncio del Presidente si avveri, bisognerebbe ringraziare Obama, perché è dalla sua amministrazione che è partita l’idea. Tuttavia, Trump ha capito benissimo l’essenza della politica: promettere molto, mostrare qualche risultato e prendersi il merito per tutto quello (di buono) che succede nel corso del mandato. 



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