Perché non bisogna sottovalutare i brillamenti del Sole

Cosa significano quelle macchie comparse il 6 settembre sulla stella che consente alla Terra di vivere

Perché non bisogna sottovalutare i brillamenti del Sole

Noi viviamo con una stella dalla quale dipende la nostra vita. Senza l’energia gentilmente fornita dal Sole, sulla Terra non si sarebbe potuta sviluppare la vita. È una profonda verità che tendiamo a dimenticarci, semplicemente perché la diamo per scontata. Ogni tanto, però il Sole ci ricorda che è lui a condurre il gioco. Gli avvertimenti ci arrivano quando il Sole produce quelle che gli astronomi chiamano Coronal Mass Ejection (CME). Si tratta di mega nubi di plasma che vengono lanciate nello spazio a seguito di un brillamento solare, cioè di una liberazione di energia che avviene in corrispondenza di una o più macchie solari. Le macchie (che sono scure perché più fredde delle zone circostanti) sono zone dove il calore non riesce a fluire perché si trova in presenza di un “tappo” magnetico. In alcuni casi, le linee di forza del campo magnetico si attorcigliano e si stirano a tal punto che si “rompono”, un evento che deve essere immediatamente seguito da una riconnessione magnetica (dal momento che non esistono i monopoli magnetici ci deve sempre essere una linea di forza tra il polo positivo e quello negativo). È la riconnessione che libera l’energia che accelera particelle e fa partire le bolle di plasma.

Perché non bisogna sottovalutare i brillamenti del Sole
 brillamenti solari
 

Quelle macchie identificate

Mercoledi 6 settembre  il sole si presentava così con sei gruppi di macchie solari identificate con numeri progressivi da 2673 a 2678 (gli astronomi contano le macchie solari con grande perseveranza e attenzione). Ci sono momenti nei quali il sole ha decine di gruppi di macchie, ma la nostra stella sta attraversando il periodo di minimo  del suo ciclo undecennale e quindi il numero di macchie è assolutamente nella norma.

Se guardate l’immagine vi rendete subito conto che le macchie sono tutte diverse e possono essere grandi e piccole. Il 6 settembre il gruppo 2673 era decisamente il più grande e ci ha sorpresi con effetti speciali producendo due brillamenti molto intensi. Il secondo, in particolare, è stato il più intenso registrato dal 2008.  Il satellite Fermi (che studia il cielo nei raggi gamma) ha visto una spettacolare emissione dal Sole, specialmente in occasione del secondo brillamento, quello più intenso. Per un breve periodo, il nostro Sole è diventato la sorgente gamma più brillante del cielo.

GUARDA QUI COSA SUCCEDE QUANDO SI REALIZZA UN BRILLAMENTO SOLARE

Cosa succede quando c'è un brillamento

Quando avviene un brillamento, la prima domanda che gli esperti di Space Weather si pongono è “la Terra sarà colpita oppure no?”. La risposta è nella posizione della macchia che produce il brillamento perché la particelle cariche seguono delle autostrade magnetiche di forma spiraleggiante che sono controllate dal vento solare. Un’occhiata alla posizione di 2673 ha rivelato subito che la macchia era magneticamente connessa alla terra e quindi bisognava aspettarsi una tempesta magnetica che è puntualmente arrivata  tra il 7 e l’8 settembre (la particelle viaggiano veloci ma sono sempre più lente dei fotoni) producendo spettacolari aurore boreali

Perché non bisogna sottovalutare i brillamenti del Sole
 aurora boreale

In Finlandia lo spettacolo è stato così fantastico che le macchine si sono fermate e i guidatori sono usciti  per poterselo godere. La macchia 2673 produce segnali radio, e disturba la propagazione delle onde radio, come sanno benissimo i radioamatori. Non ci sono notizie di disturbi importanti dei segnali GPS (possibili perché la pressione delle particelle solari modifica la ionosfera terrestre e quindi influisce sui tempi di transito del segnale, quindi sulla precisione della localizzazione).

Quella macchia è ancora molto attiva

Non è detto che la storia sia finita qui. La macchia 2673 è ancora molto attiva, come si può vedere dalle immagini del Sole in tempo reale (notate che la posizione delle macchie è diversa da quella dell’immagine del 6 settembre, il Sole ruota con un periodo di circa 27 giorni). Si avvia verso il limbo quando non sarà più visibile e le sue CME, se ne produrrà, non colpiranno la Terra. Fino ad allora sarà un’osservata speciale.

Morale, non dimentichiamoci che viviamo con una stella che va monitorata con attenzione perché la sua attività potrebbe avere impatti (non sempre gradevoli) con la nostra vita tecnologicamente avanzata.

  



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