Non è la gaffe sulla Luna il problema più grande dello scontro tra Trump e la NASA

Luna o Marte? Spesso i Presidenti degli Stati Uniti hanno avuto visioni diverse sul programma spaziale da "suggerire" alla NASA. E Trump sembra essere il più confuso di tutti

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Foto: AFP 
Luna

Immaginate di essere l’amministratore della NASA che, nel dicembre 2017, ha ricevuto dal Presidente Trump una Direttiva che ordina all’Agenzia di riportare astronauti americani sulla Luna.

Cominciate a pianificare quanto vi è stato chiesto e preparate un piano che prevede un allunaggio umano nel 2028. A questo punto, però, la politica USA si rende conto che i cinesi fanno terribilmente sul serio e decide di accelerare i piani per ritornare sulla Luna nel 2024, forse per festeggiare l’ultimo anno della presidenza Trump, nel caso fosse rieletto, ovviamente.

La NASA si mette all’opera per rifare i piani e inizia a chiedere un aumento di budget perché, come ho già avuto modo di commentare, le accelerazioni implicano uno sforzo aggiuntivo. Il Congresso, che è il depositario ultimo delle decisioni circa i finanziamenti, non sembra particolarmente entusiasta di questa richiesta che giudica poco motivata.

Questa incertezza sui finanziamenti costituisce un evidente problema per l’amministratore della NASA che certo non aveva bisogno che il Presidente Trump gli tagliasse l’erba sotto i piedi con uno dei suoi micidiali Tweet, inviato ieri. Il testo è perentorio.

 

 

In poche righe il Presidente oltre a contraddire se stesso e la sua amministrazione, che aveva ordinato alla NASA il ritorno accelerato alla Luna, ci informa che la Luna è parte di Marte, una notizia che non può mancare di colpire il mondo astronomico al quale era sempre sfuggita questa profonda verità.

Cosa vorrà mai dire tutto questo? 

La Casa Bianca si è affrettata a dire che il Presidente intendeva dire il ritorno alla Luna è parte di un programma più vasto per andare a Marte, tuttavia non è questo quello che ha detto il Presidente che scrive NASA should NOT be talking about going to the Moon - We did that 50 years ago.

E il NOT è tutto in maiuscolo. E poi la NASA non sta parlando di andare alla Luna. In linea di principio, le hanno ordinato di andarci. Se il Presidente pensa che la NASA comunichi male il suo piano di esplorazione ( che si chiama Moon 2024) avrebbe potuto dirlo suggerendo nomi più idonei tipo Moon to Mars. Scritto in questo modo il messaggio è, a dir poco, incomprensibile

Come ho scritto nel mio libro Conquistati dalla Luna, la ricetta del successo delle grandi avventure spaziali richiede continuità di intenti (che implica sostegno politico e finanziamenti) su un lungo periodo di tempo.  È già deleterio che ogni Presidente USA ordini alla NASA di concentrarsi sull’oggetto celeste che preferisce.

La dicotomia Luna-Marte ha caratterizzato gli ultimi 15 anni, come si evince dai discorsi dei presidenti che si sono succeduti

  • 2004   George W. Bush  sceglie la Luna
  • 2011   Obama  preferisce Marte
  • 2017   Trump  vuole la Luna
  • 2019   Trump non sa bene cosa vuole. Marte ha colpito ancora?

A questo punto credo che siate contenti di non essere l’Amministratore della NASA. Con delle direttive così confuse è veramente difficile decidere in che direzione muoversi.



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