Cosa dice a noi italiani l'eruzione del Volcan de Fuego in Guatemala

È comunque presto per dare spiegazioni scientifiche del fenomeno ancora in corso. Pensando ai vulcani di casa nostra, c'è una sola strada per difenderci

guatemala vulcano volcan de fuego

In Guatemala si è scatenato uno dei tanti vulcani che caratterizzano quella zona del nostro energico Pianeta: il Volcan de Fuego. Qualche esperto occasionale si è sbizzarrito in paragoni privi di senso con altre eruzioni del lontano passato tanto per dir qualcosa. In realtà sarà necessario tempo e impegno di molti esperti per giungere a spiegazioni accettabili. Addirittura non è noto il livello tecnologico del monitoraggio del vulcano, ammesso che ci sia.

Per il momento sappiano che dal vulcano si è sprigionata un’impressionante nube di gas accompagnata da lapilli, blocchi di rocce e cenere a temperature superiori a 700 gradi. Le vittime finora accertate sono una settantina, ma il numero potrebbe aumentare considerevolmente visto che si stanno ancora cercando centinaia di dispersi. L’area è complessivamente popolata da circa 1,7 milioni di abitanti.

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  Volcan de Fuego, Guatemala

Presoché totale la distruzione attorno all’area più vicina al cratere. Il vulcano si trova a circa 50 chilometri a sud-ovest dalla capitale guatemalteca. Una distanza che non costituisce la sicurezza assoluta ma che lascia ben sperare.

Le colonne di ceneri e gas, alte fino a 3-4 chilometri, hanno seppellito alcuni piccoli paesi alle falde del vulcano. È la seconda eruzione del 2018. Quella in corso è una delle più potenti degli ultimi anni.

Purtroppo ci sono villaggi e comunità che le squadre di soccorso non sono ancora riuscite a raggiungere. Stanno arrivando immagini di case, auto, abitazioni e persone completamente ricoperte dalla cenere grigia del vulcano. Un fenomeno, questo, che conosciamo bene perché si è verificato varie volte attorno all’Etna, creando problemi notevoli, per esempio, a Catania.

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  Volcan de Fuego, Guatemala

È comunque presto per dare spiegazioni scientifiche del fenomeno ancora in corso.

Quanto sta accadendo in Guatemala non può non farci pensare ai nostri vulcani, in particolare al Vesuvio, ai Campi Flegrei e a Ischia, praticamente dentro città densamente popolate. Nell’area dei vulcani napoletani la sola difesa possibile consiste in un sistema di sorveglianza sempre perfettamente funzionante e in grado di fornire informazioni tempestive. Recenti episodi ci fanno dubitare dell’efficienza di quel sistema ma speriamo, per i milioni di napoletani, che avvenga al più presto un ravvedimento operoso.



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