Anche Moderna taglia il 20% delle dosi

Anche Moderna taglia il 20% delle dosi

Il commissario Domenico Arcuri: "Dal 9 febbraio delle previste 166 mila dosi ne arriveranno132 mila. Mancano almeno 300 mila dosi". L'obiettivo "è avere produzione autoctona"

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© Alessandro Serranò/AGF - Domenico Arcuri

AGI - Dopo Pfizer e Astrazeneca, anche Moderna annuncia un taglio nelle consegne di vaccino. "Moderna ci ha appena informato che per la settimana del 9 febbraio delle previste 166 mila dosi ne consegnerà 132 mila, il 20% in meno". Lo ha annunciato il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri durante la conferenza stampa settimanale per fare il punto sull'epidemia in Italia.

"Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto crescono, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica".  "Ci mancano almeno 300 mila dosi di vaccino - ha aggiunto - che ci avrebbero dovuto consegnare e che invece non sono arrivate. Sarebbe davvero meglio paradossalmente, poter dire che i ritardi dipendono da noi come qualcuno, per fare propaganda davvero non apprezzabile, non perde l'occasione per insinuare. Ma a chi fa propaganda non si risponde se non con la realtà dei fatti".

"Dal 5 al 15 gennaio in Italia abbiamo somministrato in media 81.545 dosi di vaccino al giorno; dal 16 al 25, dopo la riduzione delle dosi decisa unilateralmente da Pfizer, le dosi somministrate sono scese a 39.271" ha sottolineato il commissario straordinario all'emergenza Covid, osservando che "in mancanza di vaccini sarà problematico iniziare una vera campagna vaccinale di massa".

"Le aziende produttrici - ha ribadito - devono solo rispettare i contratti. Il vaccino non è una bibita e nemmeno una merendina, ma l'unico antidoto per uscire da una notte che dura un anno. Non si può scherzare o voltarsi dall'altra parte quando in gioco c'e' la salute delle persone". "Pretendiamo che i fornitori rispettino le consegne. E faremo ogni cosa che è nelle nostre facoltà perché le nostre legittime pretese vengano rispettate".

"Nel nostro Paese dall'inizio della pandemia i casi di Covid sono stati oltre 2 milioni e mezzo: si è contagiato un italiano ogni 23. Ma grazie alle misure di contenimento la curva viene tenuta entro ambiti di non esplosività".

"L'obiettivo strategico e quello di dotare anche il nostro Paese di una rete di sperimentazione e sviluppo diversa da quella che c'era ed arrivare ad un livello accettabile di produzione autoctona di vaccini e farmaci anti Covid". "Abbiamo sostenuto il vaccino italiano a cui sta lavorando ReiThera" ha detto Arcuri ha ribadendo che si tratta di un farmaco "molto promettente" che ha superato molto bene la fase 1 della sperimentazione e sta avviando le fasi 2 e 3 e "noi faremo ogni sforzo perché presto possa arrivare a presentare la documentazione necessaria a richiedere l'autorizzazione all'immissione in commercio".