Escherichia coli, il nemico in casa

L'infezione intestinale che ha ucciso la piccola Carlotta la si previene con alcune ferree regole igieniche 

Escherichia coli, il nemico in casa

Ha molto colpito, durante le vacanze di Natale, la storia della piccola Carlotta, la bambina di solo nove anni che dopo aver contratto una infezione durante le vacanze estive è poi morta proprio nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno. A risultare fatale sono state le tossine prodotte da un batterio molto comune: Escherichia coli. Si tratta di un patogeno che vive sia nell'ambiente che nell'intestino degli animali, uomo incluso. Esistono moltissimi ceppi di E.coli, nella maggior parte innocui. Anzi, i ceppi commensali (quelli cioè stabilmente parte della nostra flora batterica) sono molto utili in quanto producono la vitamina K, importante per la regolazione del calcio e della coagulazione del sangue.

Esistono però alcuni ceppi in grado di dare anche gravi infezioni: sono gli E. coli enterotossici, tra cui i più pericolosi sono quelli che producono la tossina Shiga, detti ceppi STEC. La tossina Shiga, chiamata così dal suo scopritore Kiyoshi Shiga, è una piccola proteina prodotta dai batteri Shigella dysenteriae e dai ceppi di E.coli STEC. Questa proteina riconosce dei glicolipidi presenti sulla membrana delle cellule degli epiteli intestinali e dei reni. Una volta legatasi alla cellula bersaglio, viene internalizzata e blocca la sintesi proteica, causando la morte della cellula.

Quando una persona viene infettata da un ceppo STEC, sviluppa una grave diarrea causata dal danno inferto dalla tossina alle cellule dell'intestino. I sintomi più gravi si hanno generalmente nei bambini piccoli e nelle persone anziane. Circa il 10 per cento dei casi di infezione da ceppi STEC può progredire in una gravissima complicanza detta sindrome emolitico uremica (SEU).  In questi casi, la tossina raggiunge i reni, danneggiandoli e causando una grave insufficienza renale e anemia. La tossina può arrivare anche al sistema nervoso centrale dando complicanze neurologiche. La SEU è fatale in circa il 5 per cento dei casi.

E' stato un ceppo STEC ad avere causato la morte, purtroppo, di una bimba di 9 anni nel Veneto colpita da SEU, che ha lottato per mesi contro il progredire, inesorabile, dell'infezione. Purtroppo per combattere questi batteri STEC non si possono usare gli antibiotici. Infatti, anche se il batterio viene ucciso, morendo rilascia grandi quantità di tossina, per cui l'effetto dell'antibiotico è quello di aggravare i sintomi. La SEU è una complicanza rara, ma in Italia si registrano comunque circa 40 casi ogni anno. Nel 2016, in Romania si è avuta una epidemia circoscritta di SEU con 19 casi e 3 decessi. Anche in Italia si sono registrati in passato piccoli focolai epidemici (cioè cluster di casi circoscritti ad una zona limitata) con un numero di casi da 3 a 15. Le cause dell'infezione sono quasi sempre il consumo di cibi contaminati, come latte, carne o verdura. Anche il contatto diretto con animali infetti o con acqua o vegetali contaminati dalle loro feci può essere causa di infezione.

Oltre ai ceppi STEC, esistono numerosi ceppi di E.coli enterotossici, anch'essi responsabili spesso di tossinfezioni alimentari. In Europa si contano circa 4000 casi all'anno di infezione da E.coli enterotossici. Le precauzioni da osservare sono sempre le stesse: consumare carne ben cotta, latte pastorizzato, lavare sempre molto accuratamente i vegetali prima di consumarli crudi e osservare una stretta igiene lavandosi sempre accuratamente le mani, soprattutto dopo aver toccato animali o frequentato ambienti (come fattorie, stalle) in cui questi vivono e che possono essere contaminati dalle loro feci.

 



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