Perché i ragazzi scendono in piazza di venerdì per difendere il pianeta

È una forma di protesta nata per seguire l'esempio di Greta Thunberg, la ragazza di 16 anni che a Davos ha detto alle elite del pianeta: "Non voglio la vostra speranza, voglio che entriate nel panico"

Perché i ragazzi scendono in piazza di venerdì per difendere il pianeta 

Una svedese di 16 anni sta innescando quello che potrebbe diventare il più grande movimento studentesco dai tempi del 1968.

I ragazzi comunicano su Skype e Whatsapp, si organizzano con gruppi Facebook differenziati per città, e postano su Instagram le loro foto con i cartelli di protesta. Domani saranno in piazza, in decine di città europee e in almeno sei città italiane, per dire stop al riscaldamento globale, stop con un modello di sviluppo e di consumi che danneggia in maniera definitiva il pianeta.

Forse non saranno ancora tantissimi, ma è una cosa che sta crescendo, basta scorrere le bacheche dei social per accorgersene. Gli oltre diecimila post su Instagram, per esempio, con l’hashtag che li rappresenta “fridays for future”, i venerdì per il futuro. Il giorno della settimana in cui manifestare, tutte le settimane.

Dietro questa onda che oggi è impossibile dire se si esaurirà come una moda o sarà in grado di cambiare il mondo, c’è una studentessa svedese, Greta Thunberg (qui si racconta in 10 minuti strepitosi sul palco del TED di Stoccolma) che fece scalpore lo scorso agosto quando, all’inizio dell’anno scolastico, aveva 15 anni, un venerdì, lei decise di scioperare da sola e andare con un cartello davanti al Parlamento svedese.

 

“Lo faccio perché voi adulti state distruggendo il mio futuro”, disse. Da allora è stata invitata a parlare alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite sul clima a dicembre, e qualche giorno fa era a Davos, fra i ricchi e potenti della Terra, per dire loro "non voglio la vostra speranza, voglio che entriate nel panico. Tutti devono sentire la paura che io provo tutti i giorni”.

A Davos molti erano commossi, alcuni imbarazzati quando hanno saputo che era arrivata in treno, trentadue ore di viaggio, e dormiva in tenda, puntando l’indice contro quella elite che viaggia su jet privati e parla di clima. Impossibile non sentire qualcosa dentro quando Greta parla. Quando dice: “Abbiamo bisogno di speranze, lo so, ma più di tutto abbiamo bisogno di azioni, e se agiamo la speranza sarà ovunque”. I suoi video su YouTube in pochi mesi hanno superato mezzo milione di visualizzazioni. Poi molti, sono passati all’azione.



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