Perché mi tengo la vecchia carta di identità

Quella di carta è il documento più falsificato d'Europa. Si deteriora in pochissimo tempo. Non la accettano all'estero. L'alternativa è la carta di identità elettronica (CIE) che è arrivata alla versione 3.0. Ma ottenerla è un infinito percorso a ostacoli. Che il nuovo, bellissimo sito, del Team digitale purtroppo ancora non risolve

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Non è vero che l’Italia non abbia primati da sfoggiare. Sulla carta d’identità per esempio non ci batte nessuno. Secondo gli ultimi dati forniti da Frontex, l’agenzia che si occupa di presidiare i confini europei, siamo di gran lunga i primi per numero di carte di identità rubate; siamo i primi per cambio di foto fraudolento; e siamo i secondi, ma ad una incollatura dalla Romania, per numero di documenti contraffatti. Insomma la vecchia carta di identità cartacea che molti di noi hanno ancora in tasca, è uno dei documenti più falsificati d’Europa.

Per questo da anni si vagheggia della carta di identità elettronica, la CIE, simile ad una carta di credito, che però pochissimi riescono ad accaparrarsi. Non c’è, non è disponibile, il primo appuntamento è fra un anno, sono alcune delle esperienze vissute da molti cittadini.

Le cose però stanno lentissimamente cambiando: 8 milioni di italiani hanno in tasca una carta di identità elettronica e di questi 6 milioni e mezzo l’hanno ottenuta nel 2018. Nel frattempo - dal 2016 - siamo arrivati alla versione 3.0 che grazie a inchiostri speciali e a un chip a radiofrequenza contiene contiene l’immagine digitale del nostro volto e ben due impronte digitali.

A che serve, a parte il fatto che dura di più di quella cartacea e che non si può falsificare? A un sacco di cose: un giorno potrebbe servire per entrare allo stadio, pagare l’autobus, fare checkin immediato in hotel senza fotocopie. Queste cose le so perché oggi è partito un nuovo sito che dovrebbe risolvere uno degli ostacoli maggiori alla diffusione della CIE: il fatto che per ottenerla devi prima prenotare un appuntamento online sul sito del ministero dell’Interno e che di solito te lo danno dopo una vita (per tacere del fatto, davvero disdicevole, che su questo sito non ti fanno identificare con SPID, ovvero l’identità digitale pubblica, surreale).

Il nuovo sito è stato realizzato dal Poligrafico dello Stato assieme al benemerito Team per la Trasformazione digitale di Palazzo Chigi, una trentina di ragazzi super bravi (qui il loro post) che stanno tentando l’impresa di rendere facile l’essere cittadini usando la rete. Il sito è ben fatto e ti consente di compilare tutto online prima dell’appuntamento. Finalmente. Il problema è quando scopri che per ora funziona solo per Torino, tra poco aggiungeranno Guidonia e Matera…

Per tutti gli altri resta la vecchia strada, vecchia in tutti i sensi. Nel mio caso per esempio, ho ottenuto un appuntamento a fine settembre. Forse mi tengo la vecchia carta. Speriamo che duri ancora un po’.

 


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