Perché quando esce un nuovo telefonino il tuo non funziona più o quasi

Su Google le ricerche con le parole “iPhone lento” in questi sono giorni aumentate del 50 per cento.  Obsolescenza programmata a fini commerciali? Un articolo del NYT

Perché quando esce un nuovo telefonino il tuo non funziona più o quasi

È un grande classico della tecnologia di questi anni: esce un nuovo modello di telefonino, e improvvisamente il tuo, che hai comprato da un anno e ti sembrava perfetto ed eterno, ti appare diverso. Già vecchio. E in un certo senso lo è: perché le prestazioni rallentano e la durata della batteria si riduce a livelli imbarazzanti. Succede soprattutto con gli iPhone della Apple che ha appena visto il debutto sul mercato dei modelli 8 e X.

In questi giorni i possessori del modello 7, per non parlare dei precedenti, già dal mattino li vedi che cercano ovunque delle prese dove infilare il cavetto della ricarica: accade persino nei bar e nei ristoranti, dove capita di assistere a richieste tipo “mi dia una tavolo per due, vicino ad una presa elettrica per favore”. Quando si incontrano questi poveretti si riconoscono e si scambiano occhiate complici: “Accade anche a te? Il mio dalle 10 è scarico”.

E nonostante le batterie supplementari con cui giriamo, capita a tutti di restare col telefonino a terra nel pomeriggio, con tutto quello che comporta per la nostra vita sociale e professionale. E quando non è la batteria sono le prestazioni del telefonino a farlo sembrare un modello preistorico: lo dimostra il fatto che su Google le ricerche con le parole “iPhone lento” in questi sono giorni aumentate del 50 per cento. 

La reazione è sempre la stessa: mi devo comprare il nuovo modello. Al punto che quasi tutti si sono convinti che questa storia non sia altro che l’ennesimo esempio di obsolescenza programmata. Un fenomeno che ha quasi 100 anni, i primi casi risalgono ad un accordo fra i produttori di lampadine che avevano fissato la durata massima in mille ore per venderne di più; ma poi se ne è parlato per le calze di nylon e per gli elettrodomestici; e infine, sarà un caso, per l’iPod, il lettore musicale della Apple che è un po’ il cugino dell’iPhone: nel 2005 un giudice in California diede ragione al ricorso di un milione e 300 mila possessori di un vecchio modello di iPod che protestavano per la durata delle batterie, dopo che era uscito il modello nuovo.

La Apple negò l’obsloscenza programmata ma si offrì di cambiare la batteria a chi e avesse fatto richiesta. E adesso? Il New York Times sostiene che tutto dipende dall’aggiornamento del sistema operativo che non ha un comando segreto per danneggiare l’iPhone ma qualche inconveniente lo comporta: sarebbe meglio installare tutto da capo, a esserne capaci senza perdere i nostri documenti. Che fare allora? Svuotare la memoria del telefonino lo fa funzionare molto meglio: mettete le migliaia di foto e di video sul cloud, e il vostro telefonino tornerà a correre. Per un po’ almeno.

 


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