Una settimana decisiva per la Tav

"Così nessuno verrà mai a investire in Italia", afferma Tria, attirandosi le ire del M5s. Ma la Lega è con lui. E ha in mente una "exit strategy" per evitare la rottura senza pagare le penali

Una settimana decisiva per la Tav 

Non perdere i 300 mila euro di finanziamenti europei e anzi chiederne alla Commissione Ue altri 500 affinché i lavori sulla Tav possano andare avanti. Dopo le elezioni in Sardegna la Lega è pronta a rilanciare sul tema delle infrastrutture, a partire dallo 'sblocca cantieri' e soprattutto sulla Torino-Lione. Anche - riferiscono fonti parlamentari del partito di via Bellerio - con una lettera da inviare alle istituzioni europee. E con una posizione chiara del presidente del Consiglio, Conte.

Al momento sulla questione della Tav resta lo stallo. Il nodo dovrebbe però sciogliersi in settimana. È previsto - spiegano altri fonti parlamentari della maggioranza - un vertice di governo che dovrà dare un'indicazione in una direzione o nell'altra.

Botta e risposta tra Tria e Toninelli

Il compromesso escogitato dal Carroccio - ovvero di una mini-Tav - non convince affatto gli alleati. "È una supercazzola", ha spiegato in più occasioni Luigi Di Maio. Tesi sposata anche dal responsabile delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Ma si va comunque verso una stretta della decisione politica. Anche perché sono in programma alcune riunioni tecniche di Telt - la società metà italiana e metà francese responsabile della realizzazione della infrastruttura -, previste per il 27 febbraio e il 6 marzo. A metà marzo ci sarà il Consiglio di amministrazione e entro la fine del prossimo mese occorrerà rispondere alla Commissione europea. 

"ll problema - ha spiegato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria - non è la Tav, è che nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un governo che cambia non sta ai patti, cambia le leggi e le fa retroattive. Bisogna portare avanti l'economia italiana". Ragionamenti che anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ripete in più occasioni con i suoi interlocutori ma che trovano il muro dei Cinque stelle irritati con il ministro dell'Economia per il controcanto.

 "Tria - la reazione del ministro Toninelli - si è dimenticato che c'è un contratto che lo vincola, che dice di ridiscutere tutto il progetto, e a quello il ministro Tria dovrà attenersi", mentre "per l'instabilità economica, deve guardare ai governi precedenti, non a noi".

Il Carroccio si aspetta una svolta

L'exit strategy per la Lega è quella di sbloccare i bandi di gara e poi nel caso ridiscutere in un secondo tempo il progetto. Telt è sotto la giurisdizione francese, la strada è percorribile perché non porterebbe in ogni caso ad un pagamento delle penali. "Stiamo cercando di di fare in modo di non perdere risorse e di fare l'opera, con i 5 Stelle si troverà una soluzione e non c'è stato nessuno scambio", osserva il viceministro alle Infrastrutture, Rixi. Ma anche l'ipotesi del rinvio a dopo le Europee comporta delle problematiche, visto che la nuova Commissione Ue dovrà insediarsi solo nel prossimo autunno.

Ecco perché il partito di via Bellerio, al di là del risultato della Sardegna, si aspetta un segnale, una svolta a breve sulle politiche economiche. Non una vera e propria riscrittura del contratto ma un messaggio da dare agli italiani che il Paese non è bloccato. "Il Movimento 5 stelle in Sardegna ha perso anche per colpa delle sue posizioni sulla Tav", rimarca un 'big' della Lega.

Una tesi che viene respinta in particolar modo dall'ala movimentista dei pentastellati. "Farò tutto quello che è nelle mie capacita' per portare avanti la Tav con tutte le restrizioni del caso", afferma Salvini. Sembra cadere intanto l'ipotesi del referendum. "Non è la soluzione giusta", dice il sindaco di Torino, Chiara Appendino. "Non mi opporrei ma spero in una soluzione prima", il ragionamento del responsabile del Viminale.



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