La marcia indietro di Maroni apre il dossier candidature nel centrodestra

L'ex governatore della Lombardia non avrà incarichi di governo, giura Berlusconi

La marcia indietro di Maroni apre il dossier candidature nel centrodestra

Un accordo segreto che ci sarebbe tra me e Berlusconi? "Lo confermo, non per fare il presidente del consiglio, ma per fare il presidente del Milan se se lo ricompra". Roberto Maroni spegne le polemiche legate alla decisione di non correre per il Pirellone. "Da leghista - spiega - faccio ovviamente il tifo per Fontana, dopodiché qualunque sarà la scelta mi metto a disposizione per dare una mano. Mi auguro solo che Salvini e Berlusconi facciano in fretta". Nessuna pretesa dunque, né sul suo successore né per un seggio in Parlamento: "ora per me inizia una vita nuova. Non mi candido a nulla. Ho dato la mia disponibilità per dare una mano". Del resto Salvini è stato chiaro: "se lasci il tuo incarico in regione Lombardia, in politica non puoi più fare altro". E lo stesso Berlusconi ha negato ruoli politici in futuro per Maroni. 

Le precisazioni dell'ex ministro dell'Interno però non sciolgono il nodo della candidatura in Lombardia. La situazione si è ancora piu' ingarbugliata, con la Lega che non arretra sulla necessità di avere un proprio candidato e FI che punta sulla Gelmini. "Fontana? Stiamo valutando, vediamo i sondaggi", la frenata del Cavaliere che per quanto riguarda le Politiche si dice convinto di vincere portando la coalizione al 45% e assicura di avere un "supercandidato" coperto per palazzo Chigi. Impasse nel centrodestra anche sul Lazio dove potrebbe correre Maurizio Gasparri, che attende però un passo di lato del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Le trattative sono in corso con M5s che ironizza sulle tensioni tra FI e la Lega.

Domani intanto ci sarà il tavolo sul programma e sulla ripartizione dei seggi: parteciperanno anche Fitto e Cesa che giovedì' presenteranno il logo di Noi per l'Italia. Nel centrosinistra, invece, si discute di alleanze (Lorenzin ha presentato il simbolo della lista Civica popolare) e di candidature con Renzi che tra oggi e domani incontra i segretari regionali del Pd. Ma l'ex premier preferisce occuparsi dei dati Istat che parlano di un aumento degli occupati anche tra i giovani. Dal suo arrivo al governo nel 2014 Renzi calcola un aumento di un milione di posti di lavoro e sintetizza: "Contano i risultati, non le promesse". E sui dati Istat il premier Gentiloni sottolinea: "è il livello piu' alto da 40 anni. Serve serietà, non una girandola di illusioni".



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