Le (tre) campagne elettorali nel governo per cambiare l'Europa

Conte, Salvini e Di Maio. Tutti in campo in vista delle cruciali elezioni di maggio. E ognuno con una strategia autonoma e distinta

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 (Afp)
  Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini 

Accostare il premier Giuseppe Conte alla campagna elettorale per le Europee è forse eccessivo ma il presidente del Consiglio, al pari di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è in campo per cambiare l'Europa. Non è un caso che ieri dallo studio di Porta a porta abbia bacchettato le istituzioni europee per come (non) stanno affrontando il problema dell'immigrazione. Una "delusione forte" e una richiesta reiterata di "una svolta" seguita all'appello affinché Malta metta fine "alle politiche di rigore".

Ma il Capo dell'esecutivo si muove a livello istituzionale, parla della Angela Merkel "come persona affidabile", di Jean-Claude Juncker come "una grande personalità" mentre da Parigi sottolineano che l'interlocutore di Emmanuel Macron è Conte, non certo di Maio.

Il premier ha in agenda una serie di viaggi (Ciad, Nigeria, Davos per il forum economico mondiale, Cipro per il Med7) ma forse il più importante appuntamento sarà a Strasburgo dove a febbraio dovrebbe tenere un discorso sull'Unione nell'Europarlamento. Dopo aver condotto le operazioni del governo sulla manovra a Bruxelles ora il premier si è intestato anche la partita con Malta, mentre Salvini ha ribadito di essere contrario agli sbarchi in Italia, "non cambio idea".

La tela del Carroccio

Sulla questione dei migranti il ministro dell'Interno si confronterà oggi con il suo omonimo polacco a Varsavia in un incontro che precederà il faccia a faccia con l'ultra conservatore Kaczynski, fondatore del partito 'Diritto e giustizia', con il quale la Lega vuole allearsi in vista delle Europee. La visita del vicepremier leghista è osteggiata dall'opposizione del governo polacco in quanto Salvini viene considerato il promotore di una politica che intende portare l'Italia fuori dall'euro, nonostante il segretario del partito di via Bellerio abbia sempre negato una tale prospettiva.

Salvini e Kaczynski stringeranno sulla possibilità di formare una fronte di partiti sovranisti (in Polonia il limite per la presentazione della piattaforma in vista del voto è fissata per il 13 gennaio) che potrebbe comprendere tra gli altri i francesi del Rassemblement di Le Pen, gli spagnoli di Vox, gli austriaci del Fpo, i tedeschi dell'Afd. La vicinanza di Salvini con il partito Russia Unita di Putin non dovrebbe rappresentare un problema nel dialogo.

Il M5s cerca casa

Luigi Di Maio, invece, si muove su un altro orizzonte. Da ieri è a Bruxelles per una serie di incontri propedeutici alla collocazione del Movimento alle Europee. Il suo endorsment ai gilet gialli "per fini elettorali interni" non è stato gradito da Parigi ma è stato lo stesso presidente del Consiglio a spiegare come Di Maio abbia parlato da capo politico del Movimento 5 stelle, non da vicepremier. Una tesi respinta in toto dalle forze dell'opposizione che si prepara all'appuntamento di primavera per cercare di opporsi ai giallo-verdi. Confronto aperto nel Pd (anche in vista del congresso) mentre Berlusconi oggi dovrebbe essere a Roma proprio per cominciare a studiare il 'dossier' della sua candidatura.



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