Alla fine gli accordi sull'ambiente di Katowice cosa prevedono?

Tra i punti più rilevanti le informazioni necessarie per la revisione dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) e per la contabilizzazione degli impegni adottati, nonché l’insieme di regole condivise per la trasparenza delle azioni e del supporto, che implementano l’articolo 13 dell’Accordo di Parigi

Alla fine gli accordi sull'ambiente di Katowice cosa prevedono?

Si sono chiuse sabato sera le negoziazioni della COP24 a Katowice: l’obiettivo di tale sessione negoziale era chiudere il cosiddetto Paris Agreement Work Programme (PAWP),  con l’adozione di un regolamento attuativo (Rulebook) dell'Accordo di Parigi. Tale risultato è stato raggiunto, dopo giornate e nottate di negoziazioni intense e compromessi inevitabili. Un punto da sottolineare è che, nei negoziati ONU, tutte le decisioni vanno prese all'unanimità; ogni documento viene approvato solo se ogni Paese approva il testo, parola per parola, virgole comprese.

Tra i punti più rilevanti del rulebook approvato, le informazioni necessarie per la revisione dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) e per la contabilizzazione degli impegni adottati, nonché l’insieme di regole condivise per la trasparenza delle azioni e del supporto, che implementano l’articolo 13 dell’Accordo di Parigi.

È stata archiviata la tradizionale differenziazione degli obblighi (la cosiddetta “biforcazione”) tra paesi industrializzati ed in via di sviluppo, con l’adozione di regole comuni e la previsione di flessibilità per quei Paesi in via sviluppo che ne necessitano in base alle proprie capacità.

La costruzione di un sistema di reporting e monitoraggio comune a tutte le Parti, fondato sui principi di Trasparenza, Accuratezza, Completezza, Coerenza e Comparabilità (TACCC), è il cuore del nuovo pacchetto di regole, che permetterà all’Accordo di Parigi una piena implementazione, pur nel rispetto degli NDC e delle rispettive capacità.

I punti fondamentali del nuovo sistema di “trasparenza” sono:

  • gli inventari nazionali delle emissioni di gas serra, strumento fondamentale per il monitoraggio delle emissioni di tutti i Paesi e la verifica degli impegni di riduzione delle emissioni determinati nell’Accordo di Parigi, garantendo che rispettino alcune caratteristiche tecniche e che siano trasmessi su base almeno biennale da tutte le Parti;
     
  • il monitoraggio dell’implementazione e del raggiungimento degli NDC, da effettuarsi attraverso indicatori quantitativi e/o qualitativi (come ad esempio le emissioni e gli assorbimenti gas serra, la percentuale di riduzione dell’intensità carbonica, indicatori qualitativi per una specifica politica o misura di mitigazione, co-benefits di azioni di adattamento, percentuale di uso di energia rinnovabile, ettari di riforestazione, ecc.
     
  • la revisione tecnica dei report trasmessi da parte di esperti: finalizzata alla valutazione dell’effettiva attuazione degli impegni intrapresi.

Tra gli obblighi di reporting è stata inclusa una sezione relativa agli impatti dei cambiamenti climatici e adattamento, anche se tale sezione non è obbligatoria. Uno delle sezioni più dibattute è stata quella relativa al Reporting sul supporto finanziario, sia fornito che ricevuto. 

Inoltre, il Katowice package comprende anche linee guida relative al processo per stabilire nuovi obiettivi in materia di finanziamento dal 2025 in poi, a partire dall'attuale obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno dal 2020 per sostenere i paesi in via di sviluppo, per l’implementazione di azioni di mitigazione e adattamento.

(Marina Vitullo)



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