Nell’ultima settimana di febbraio il Consiglio generale del Movimento dei Focolari si è ritrovato nella cittadella ecumenica di Ottmaring (vicino ad Augsburg) fondata da Chiara Lubich, dove cristiani cattolici e evangelici danno insieme testimonianza dell’unità invocata dal Vangelo (proprio in questa cittadella nel 1989 si preparò la firma della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione che ha segnato una svolta nel dialogo della Chiesa Cattolica con i Luterani).
L’appuntamento tedesco ha preceduto di poche settimane il 9º anniversario della morte di Chiara che dal 10 al 12 marzo sarà celebrato dal Movimento vicino Firenze, a Loppiano (altra cittadella voluta da Chiara) sullo sfondo delle dinamiche aperte dal Sinodo dei vescovi e dalla successiva esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco. Questo anno ricorre del resto il 50º della fondazione di Famiglie Nuove, la diramazione dei Focolari fondata nel 1967 per il mondo della famiglia che la Lubich considerava “seme di comunione per l’umanità del terzo millennio”, come spiegò nel suo messaggio al Familyfest del 1993, augurandosi che “i valori ad essa connaturati - la gratuità, lo spirito di servizio, la reciprocità - possano essere trasferiti all’intera famiglia umana”.
È sotto questa chiave che si possono leggere le diverse iniziative organizzate per l’anniversario in vari paesi del mondo (da Singapore a Vilnius in Lituania, da Sydney in Australia a Houston in USA, da Manaus in Brasile a Bujumbura in Burundi). Una sorta di costellazione che letteralmente abbraccia il mondo e richiama la consegna di Chiara: “Siate una famiglia”, parole risuonate nel primo appuntamento di quest’anno, sul tema “La famiglia fonte di speranza e gioia”, che in gennaio si è tenuto al Cairo, in Egitto, con oltre 300 partecipanti: un programma di festa e di testimonianze, con al centro il protagonismo dei più giovani e il rapporto tra le generazioni in famiglia. E a Panama, il 12 febbraio, oltre 400 persone si sono date appuntamento nel parco cittadino per una giornata all’insegna del dialogo, espressione di un desiderio preciso della Lubich:
“Il mio nome è Grazie. Grazie, Signore, per tutto e per sempre”
Chiara diceva che quando si sarebbe presentata davanti a Dio e il Signore le avrebbe chiesto il suo nome, avrebbe risposto semplicemente: “Il mio nome è Grazie. Grazie, Signore, per tutto e per sempre”. Il 7 dicembre 1943, infatti, quando ebbe l’ispirazione di fondare i Focolari, Silvia Lubich, giovane maestra, non aveva nessun’idea di quello che avrebbe visto e vissuto né dei milioni di persone che l’avrebbero seguita.
Non immaginava che con il suo ideale sarebbe arrivata in molte nazioni di tutti i continenti. Poteva mai pensare che avrebbe inaugurato una nuova stagione di comunione nella Chiesa e che avrebbe aperto canali di dialogo ecumenico mai praticati? Tanto meno poteva immaginare che nella sua famiglia spirituale avrebbe accolto fedeli di altre religioni e persone senza un riferimento religioso. Né infine che si sarebbe aperta il 27 gennaio del 2015 la causa di beatificazione nel corso della quale sono già stati ascoltati più di 90 testimoni.
Ciò che emerge con evidenza, da quanto dicono coloro che l’hanno conosciuta, è che la peculiarità della sua proposta di santità consiste nel cammino di una santità collettiva o di popolo. Chiara lo ha realizzato con quanti hanno fatto propria, in qualche maniera, la sua spiritualità dell’unità. Alcuni di questi possono essere considerati suoi stretti compagni di viaggio: dal parlamentare Igino Giordani, il cui processo di beatificazione è già nella fase romana, quella che avviene presso la Congregazione per le Cause dei santi; a Chiara Luce Badano, la 18enne morta a causa di un tumore osseo beatificata nel 2010; al cardinale vietnamita François Xavier Nguyen Van Thuan arrestato e messo in carcere sotto il regime comunista, che ha trascorso 13 anni in prigione senza giudizio né sentenza, di cui 9 in isolamento. Ma per altri 17 dei suoi figli spirituali sono in corso cause di beatificazione, tra cui quella di Maria Orsola Bussone dichiarata venerabile con decreto di Papa Francesco.
Di certo già oggi Chiara Lubich gode di una fama di santità diffusa a livello mondiale, al di là di ogni cultura e religione, come testimonia una lettera del vescovo di Mamfe, monsignor Andrew Nkea che ha voluto rendere omaggio alla sua memoria in occasione dei 50 anni di Fontem, la cittadella fondata dalla Lubich in Camerun.