Fedez e la difficoltà di costruire un ponte tra i giovani e la politica

Fedez e la difficoltà di costruire un ponte tra i giovani e la politica

Non so quanto un "mi piace" su TikTok equivalga a un voto in cabina elettorale ma assicuro per esperienza diretta che navigare sulla piattaforma cinese riuscendo ad avere su di essa una presenza significativa, insegna tantissimo su chi siano i giovani di oggi
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© AGF - Chiara Ferragni e Fedez

La geniale campagna pubblicitaria con cui il rapper Federico Leonardo Lucia (in arte Fedez) lancia il suo ultimo disco la dice lunga su una delle principali paure della nostra attuale classe politica. Mi riferisco a quell'incapacità di parlare con i giovani che emerge regolarmente ad ogni tornata elettorale e che regolarmente rimane ogni volta senza risposta.

Come ha raccontato a Will, Fedez, da "cittadino attivo" come si definisce, registra per scherzo il dominio fedezelezioni2023.it e fa credere di volersi candidare alle prossime politiche. Qualche giornale ci casca e, nel silenzio del cantante che di proposito non chiarisce, la vicenda da virtuale diviene, almeno per qualche giorno, reale, rinfocolando il dibattito attorno alla necessità di regolamentare l'uso dei social per gli influencer.

Mentre la finta campagna pubbliciaria funzionale alla vendita del disco in uscita il 26 novembre imperversa per il Paese, chiediamoci come costruire un ponte solido e reale tra la politica e i giovani. Mentre qualcuno sostiene che il peso politico di chi ha decine di milioni di followers è pari a zero, ricordo che a ottobre 2020 fu proprio il Presidente del Consiglio di allora a chiedere aiuto ai Ferragnez per convertire i giovani alla prudenza. Aggiungo poi come il dibattito politico su ddl Zan e "Referendum eutanasia" fu letteralmente incendiato quest’estate dalle dirette organizzate dal signor Lucia sulle piattaforme a sua disposizione.

Non so quanto un "mi piace" su TikTok equivalga a un voto in cabina elettorale ma assicuro per esperienza diretta che navigare sulla piattaforma cinese riuscendo ad avere su di essa una presenza significativa, insegna tantissimo su chi siano i giovani di oggi. Che, ricordiamolo, non sono il futuro del nostro paese ma il presente: il fatto semplice è che per noi "boomer" è difficile riconoscere di essere ormai il passato. E questo dispiace perché è naturale passare dall'avere, nell'albero, la funzione della foglia a quella della radice: mortale per tutti, foglie comprese, è che l'albero rimanga senza radici.