Comunicare un licenziamento via sms non è comunicare

Comunicare un licenziamento via sms non è comunicare

Una riflessione sulla storia dei 70 dipendenti della Logista Italia
licenziati con sms


AGI - Circa 70 dipendenti della Logista Italia - una ditta del bolognese che si occupa dell'imballo e spedizione di tabacchi - sono stati licenziati con un sms. "Erano le dieci e un quarto di sera - racconta Annarita Nasca ad AGI - quando ho ricevuto il messaggio: stavo per andare a letto. Sono rimasta di stucco, è stata una doccia fredda per tutti, ci siamo sentiti offesi nella nostra dignità, avevamo lavorato regolarmente fino a venerdì sera, in modo normale, non ci aspettavamo assolutamente quella notizia: non riuscivo a realizzare cosa stesse accadendo, ho avuto proprio un crollo psicologico".

Annarita, 35 anni, lavorava da sette anni nel magazzino Logista Italia sito in Area 7 all'Interporto di Bologna nel Comune di Bentivoglio, è originaria di Bari e quindi lavorava da sette anni a 800 chilometri dalla mia famiglia.

Essere preparati di persona, avvisati, accompagnati, non è un dettaglio di cortesia: è tutto. Ce l'ha chiaro chi sa che la sostanza di ogni dolore umano è la solitudine. La comunicazione non è un dettaglio tecnico è stare vicino, accanto. Noi non ascoltiamo le parole che ci dicono ma quello che sente chi parla con noi. Il segreto è tutto nell’attenzione che si mette nel parlare e nell’ascoltare, e attenzione significa quasi interamente tempo. Solo se parlo ascoltando, poi sento, poi di nuovo posso parlare, cioè dire quello che sento. A quel punto, in quel dialogo è contenuto anche chi aveva parlato per primo. E così parte il dialogo.

Chi ha comunicato ai dipendenti della Logista il licenziamento in quel modo non ha solo detto "state a casa", ma ha detto "non ci interessa nulla di voi". Come si fa con un pacco lasciato alla discarica o un cagnolino abbandonato per strada. La solitudine è il vero midollo del dolore non solo perché quando si è assieme è possibile risolvere ogni problema ma anche perché la vita ha senso solo quando si è in relazione. Quando diciamo a qualcuno di amarlo gli stiamo dicendo di voler vivere assieme. Prima ancora del tipo di vita che stiamo promettendo, il contenuto principale è proprio quello della comunione. Un così grave errore di comunicazione non è principalmente uno sbaglio tecnico: è il modo corretto di esprimere quell'estraneità che è alla radice di ogni nostro disagio.