Perché il catcalling è un fenomeno da non sottovalutare

Perché il catcalling è un fenomeno da non sottovalutare

Quelli di Aurora Ramazzotti e Vittoria Puccini sono solo gli ultimi episodi di una piaga che nasce da lontano
catcalling molestie sessismo

© Luigi Narici / AGF - Aurora Ramazzotti

Il catcalling, che nasce dalla fusione dei termini inglesi “cat” (gatto) e “calling” (chiamare), è la molestia verbale rivolta prevalentemente a donne incontrate per strada facendo loro un verso simile a quello che si fa ai gatti. Per fortuna si sta parlando sempre di più di questo fenomeno osceno capace di condizionare molte ragazze al punto da non sentirsi libere di camminare tranquillamente indossando ciò che preferiscono.

Qualche giorno fa la questione è diventata virale principalmente grazie a Aurora Ramazzotti, alla quale hanno dato man forte altre donne note: per esempio, un nome fra tutte, Vittoria Puccini. Questi dibattiti, che spesso assumono  toni anche polemici, sono fondamentali per la crescita della sensibilità in un paese democratico. Essi, svelando a volte il peggio della cultura che sta dietro il catcalling, contribuiscono in maniera efficacissima alla condanna del fenomeno. L'anticultura si affoga con la cultura che, in materie come il razzismo,  l'orientamento sessuale, il sessisimo, e così via, si fa dialogando, discutendo, scrivendo, confrontandosi ed esige molto tempo.

Non pochi utenti della piattaforma streaming della Disney, per esempio, si sono sorpresi nel leggere, prima di vedere vecchi film come Peter Pan, Dumbo o Gli Aristogatti, avvisi che dicono come si stiano per vedere film con contenuti "inappropriati". "Questo programma - viene scritto - include rappresentazioni negative e/o trattamenti errati nei confronti di persone e culture. Questi stereotipi e comportamenti erano sbagliati allora e lo sono oggi. La rimozione di questo contenuto negherebbe l'esistenza di pregiudizi e il loro impatto dannoso sulla società. Scegliamo invece di trarne insegnamento per stimolare il dialogo e creare insieme un futuro più inclusivo".
In Dumbo per esempio – un film del 1941 – i personaggi dei corvi sono una sorta di omaggio a spettacoli in cui attori bianchi con il volto dipinto di nero mettevano in scena versioni caricaturali degli schiavi neri: oggi, giustamente, un contenuto così urta la nostra sensibilità ma nell'America di ottant'anni fa, non era così. Quegli avvisi della Disney Plus pantografano come, grazie al dialogo e al confronto, possano cambiare nelle nostre civiltà i giudizi verso ciò che è buono e ciò che è cattivo.

Mentre da noi c'è chi si scandalizza delle parole di Aurora Tamazzotti, in Francia il catcalling è un reato. La pena per coloro che infrangono questa legge consiste sia in multe, (dai 90 ai 750 euro, fino a 3 mila euro in caso di recidiva) che in programmi di riabilitazione civica obbligatori per il molestatore.

Perché ci siano leggi che consentano di intervenire e di punire i responsabili (tornando a noi, basta pensare al revenge porn, condannato a partire dall'agosto 2019 dal cosiddetto "codice rosso") è necessario che prima maturi e cresca il dibattito ma tutto questo avviene quando la sensibilità aumenta e il problema viene percepito come tale a livello di paese. Se una persona è da sola il problema viene minimizzato, ma se ci sono milioni di follower dietro di lei a renderlo evidente allora gli italiani possono prendere le loro contromisure.