Se il sangue di San Gennaro stavolta non si è sciolto

Se il sangue di San Gennaro stavolta non si è sciolto

Forse, il santo, dal Cielo, con questo suo intervento "mancato" ha voluto aiutarci ad avere una fede più cristiana
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© AGF -

Il 2020, sul versante negativo, "non si è fatto mancare niente": è saltato anche il miracolo di San Gennaro. Dopo un giornata di attesa infatti, il 16 dicembre 2020 rimarrà nella storia per essere la data in cui il sangue del santo napoletano è rimasto assolutamente solido. E, inutile dirlo, la mancata liquefazione, viene vista come un segnale del tutto negativo.

Secondo tradizione, il "miracolo" si ripete tre volte all'anno. Il 19 settembre, giorno del martirio del patrono di Napoli, il sabato precedente la prima domenica di maggio, data della traslazione del corpo, e il 16 dicembre, anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631 quando la lava sarebbe stata fermata alle porte della città dal santo.

Il sangue di san Gennaro però non si liquefa sempre. Rimase solido, per esempio,  nel settembre del 1939 e del 1940, in corrispondenza con l'inizio della seconda guerra mondiale e dell’entrata nel conflitto dell’Italia; oppure nel settembre del 1943, data dell’occupazione nazista, o nel settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli; o, ancora, nel settembre del 1980, anno del terremoto in Irpinia.  Tutte date in qualche modo drammatiche. Come in secoli precedenti, quando la non liquefazione coincideva con pestilenze, eruzioni ed assedi.

Per questo lungo la giornata si sono moltiplicati i servizi televisivi, e non solo, intenti a ritrarre i volti prima preoccupati, poi tesi e infine costernati di napoletani affranti perché "Faccia Gialla- come confidenzialmente viene chiamato il santo a motivo della sua statua in bronzo che nei secoli si è ingiallita - "nun ha squagliato".

Fede o superstizione? Vera religione o credenza popolare che poco o nulla avrebbe a che vedere con il vangelo? Difficilissimo separare il grano dal loglio ma in ogni caso è sempre bene ricordare che, sebbene compatibile con quella cristiana, "la fede" nel miracolo di San Gennaro è cosa ben diversa dalla fede che Gesù chiede ai suoi credenti.

Nel cristianesimo esistono i misteri ed esistono i miracoli, dove il senso del miracolo è quello di essere al servizio del mistero. I misteri sono, per esempio, la Resurrezione, l'Eucarestia, l'Incarnazione, la Trinità e così via; i miracoli sono invece degli eventi che accadono per accreditare il mistero. Il cieco che vede, la moltiplicazione dei pani e dei pesci oppure il paralitico che cammina hanno la funzione di aiutare a credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.

Nel vangelo vediamo che i miracoli non sono fini a se stessi ma sono al servizio di quel mistero che è Cristo. A proposito del paralitico che ho appena citato, per esempio, Marco racconta che Gesù gli dà la possibilità di tornare a camminare "affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati" (Mc 2,10). Ecco, appunto, che il miracolo è al servizio del mistero: quello per cui Gesù, essendo Dio, ha facoltà di rimettere i peccati.

L'assoluto è il mistero, non il miracolo: addirittura quando Gesù deve manifestare il suo amore all'uomo morendo, Egli non compie il miracolo di scendere dalla Croce come lo sfidavano a fare i passanti, i farisei e gli scrivi presenti (cfr Mc 15) perché quel miracolo avrebbe contraddetto il sacrificio d'amore che Cristo stava compiendo.

Ai cristiani è chiesto di credere ai misteri del cristianesimo e ai miracoli collegati strutturalmente con essi, ovvero ai miracoli raccontati dal vangelo: per l'esattezza, a noi cristiani viene chiesto di credere sia che quei fatti sono avvenuti sia che ciascuno di essi è segno di qualche mistero. Quelli del vangelo, e per estensione quelli compiuti in epoca apostolica, sono però gli unici miracoli ai quali è fatto obbligo ai cristiani di credere.

Tutti gli altri miracoli, anche i riconosciuti dalla Chiesa come quelli di Lourdes o appunto di San Gennaro, non rientrano in questo dovere di fede. Rispetto ad essi, chi se la sente, chi riconosce in certi fatti un ulteriore motivo per credere, dovrebbe credere al miracolo non perché "porta bene o porta male "ma perché lo aiuta ad avere maggior fede in uno dei misteri del cristianesimo: e così chi crede nel miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro dovrebbe farlo, per esempio, perché lo aiuta a credere la verità per cui Dio è Padre ed ha a cuore gli uomini.

In ogni caso, ciascun cristiano è sempre libero di aderire o meno: e mai deve sentirsi in colpa se non crede. Nessun cristiano quindi deve sentirsi in obbligo di "preoccuparsi" se il sangue di san Gennaro è, per una volta, rimasto solido. Anzi, forse, il santo, dal Cielo, con questo suo intervento "mancato" ha voluto aiutarci ad avere una fede più cristiana.