E se la vicepreside non avesse mai detto che ai professori "cade l'occhio" sulle minigonne?

E se la vicepreside non avesse mai detto che ai professori "cade l'occhio" sulle minigonne?

Alcune studentesse che si presentano come alunne del liceo romano danno una versione diversa dei fatti e denunciano la strumentalizzazione di un malinteso
vicepreside socrate mai vietato minigonne cade occhio

© Juan Manuel Silva / SnapMobileFoto RF / Agf - Minigonne a scuola

Minigonne al liceo romano Socrate. E se la vicepreside non avesse mai detto alle alunne "non mettete la minigonna perché poi cade l'occhio"? Se si trattasse, se non di una e vera e propria fakenews, almeno di un grosso fraintendemento?

Il dubbio mi viene dal mio profilo di TikTok (@mauro_don) dove ieri avevo postato un video nello stile del social nel quale, dopo aver letto i resoconti di tutta la stampa, suggerendo scherzosamente che forse un'alternativa possibile al non mettere la minigonna potesse essere quella di consigliare ai professori di bendarsi gli occhi, chiedevo agli utenti come mai fosse stata proprio una donna e non un uomo a far emergere il problema.

Le risposte naturalmente sono giunte immediate e tra esse, moltissime, con il linguaggio di TikTok, stigmatizzavano le parole della prof. Ma c'erano anche commenti che negavano sinceramente e decisamente che le cose fossero andate come raccontate dai giornali.
Le riporto qui perché vale la pena leggerle dal momento che sono di ragazze che dicono di essere state presenti "al fattaccio".

Dice Flaminia (nome di fantasia): "... perché non lo ha detto. Io frequento il Socrate e ho ascoltato il discorso della professoressa. Non ci ha detto (e neppure vietato) di non mettere le minigonne. Ci ha solo consigliato, rendendosi conto che può essere difficile mantenere una posizione composta per 5 ore, di evitare di indossare minigonne almeno fino all'arrivo dei banchi, in seguito ad alcune lamentele dei docenti sia femmine che maschi (soprattutto maschi) che si lamentano... È una professoressa che da 30 anni lavora con amore a stretto contatto con gli studenti per una scuola che è assolutamente aperta e combatte da anni, se non da decenni, contro ogni tipo di discriminazione e decoro nell'ambiente scolastico".

A lei si aggiunge Camilla (anche per lei nome di fantasia) che afferma decisa: "sono un'alunna di quella scuola. Le cose non sono andate così. Le parole della vicepreside sono state fraintese da alcune ragazze e strumentalizzate. La vicepreside, almeno nella mia classe, ha chiesto semplicemente di mantenere una posizione composta con la gonna". A questo punto un utente replica: "sì, nella tua classe...". Ma Camilla prosegue imperterrita: "sì, ma si dà il caso che la vicepreside sia anche la mia professoressa da 4 anni e posso dire con sicurezza che non le si può dare della sessista".

Mi fermo qui perché penso di aver portato a termine il mio compito di documentazione. Rilevo però, nel giorno in cui TikTok pare aver trovato un accordo per rimanere negli USA , quale enorme importanza abbia oggi questo social tra i giovani e come sia giustificata l'apprensione di Trump verso una piattaforma che ormai non è più quella (solo) del divertimento e del disimpegno ma soprattutto quella dove la comunity dei giovanissimi palpita nel modo più vero e sincero.