Se fosse ancora tra noi, oggi Madre Teresa di Calcutta compirebbe 109 anni

Fatta santa tre anni fa da Papa Francesco, per i credenti e per i devoti la sua presenza è palpabile. Ma lo è anche per i laici 

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Se fosse tra noi oggi, Madre Teresa di Calcutta compirebbe 109 anni.

Fatta santa tre anni fa da Papa Francesco, per i credenti e per i devoti la sua presenza è palpabile: in ogni caso, lo è anche per i laici che non di rado, soprattutto nelle periferie delle grandi città, e nelle situazioni più estreme del degrado umano, si ritrovano le sue "figlie" a due due, con il loro manto bianco e la striscia blu che borda il capo e l'intero velo.

La domanda vera di chi non crede è come le suore di Madre Teresa, abbiano cambiato la società laddove siano attive. I grandi santi sociali hanno trasformato il modo di vivere non solo delle persone cui si rivolgevano direttamente ma dell'intera società in cui si trovavano. Essi hanno dato vita a folle di protagonisti e di sconosciuti che si sono dati senza risparmio all'aiuto sociale, cambiando strutture e mentalità in un modo che andava molto oltre il primo cerchio delle persone direttamente coinvolte.

Basti pensare a un caso impressionante, quello della Torino tra Ottocento e Novecento: Cottolengo accoglie i rifiuti della società, quelli che tutti respingono; Giovanni Bosco dà tutto se stesso a favore dei figli dei "proletari"; Murialdo gareggia con lui per trasformare giovani ignoranti e affamati in buoni artigiani e cittadini; Faà di Bruno segue le loro orme per proteggere le ultime tra gli ultimi, le serve sfruttate, malate, cacciate perché ormai anziane; Cafasso spende tesori di carità per alleviare la sorte dei più dimenticati e disprezzati, i carcerati; Allamano si preoccupa dei miserabili al di là dell'Europa e manda tra loro i suoi Missionari della Consolata; Orione non pone limiti al soccorso dei più bisognosi. Sono solo alcuni nomi, e ristretti al Piemonte di un periodo circoscritto, di persone che hanno innescato cambiamenti radicali di percezione dei problemi di un intero paese.

Cosa avviene con le suore di Madre Teresa rimane, in parte, ancora da conoscere. Chiunque abbia partecipato come volontario a qualche attività anche piccola si è trovato spessissimo di fronte a delle prassi tanto minime quanto inflessibili. Ricordo, in una periferia romana, il rito della pulizia dei tavoli che era invariato sia che lo svolgesse una quindicenne che una madre di famiglia: se chiedevi dov'era la roba per pulire i tavoli della merenda dei bambini, la suora ti rispondeva che i tavoli si pulivano in tre e tirava fuori una bacinella con tre spugne e un sapone liquido. La prima spugna era per la persona che insaponava il tavolo, con la seconda spugna una seconda persona sciacquava via la saponata, con la terza spugna una terza persona asciugava la superficie del tavolo. La narrazione che veniva offerta al volontario era che Madre Teresa stessa facesse così e che quindi si sarebbe fatto così per sempre. Di questi esempi ce ne sono moltissimi e alcuni molto delicati.

Madre Teresa è di tutti e le sue "figlie" e "figli", cioè gli eredi spirituali del suo messaggio, hanno il compito di rendere davvero universale il suo messaggio ma questa universalità è possibile solo se c'è una relazione vera e propria con la società in cui la suore vivono, cioè, tenendo il bambino ma gettando l'acqua sporca, se si supera il "facciamo come Madre Teresa faceva". Esse cioè devono avventurarsi per le strade della storia così come accaduto per tutti gli altri santi che sono sopravvissuti al vaglio del tempo. Primo fra tutti, per rimanere negli esempi fatti, San Giovanni Bosco.



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