È tempo di vacanze all'insegna del 'digital detox' (lo dice anche Tim Cook)

Se passiamo più tempo sullo smartphone che nella vita reale allora vuol dire che c'è qualcosa che non va perché i nostri devices devono servirci a migliorare la comunicazione nella nostra vita reale, non a svuotarla perché divenga virtuale

È tempo di vacanze all'insegna del 'digital detox' (lo dice anche Tim Cook)

Se lo dice anche Tim Cook, il capo di Apple, allora è davvero arrivato il momento delle vacanze "digital detox". Se passiamo più tempo sullo smartphone che nella vita reale allora vuol dire che c'è qualcosa che non va perché i nostri devices devono servirci a migliorare la comunicazione nella nostra vita reale, non a svuotarla perché divenga virtuale.

Le vacanze, più o meno belle, più o meno senza soldi, che ineluttabilmente arrivano, possono avere una qualità in più se decidiamo di usarle anche per vincere la FOMO, la "Fear of missing out”, la paura di rimanere tagliati fuori dai flussi di comunicazioni generate dai social network. È una malattia e può essere mortale visto che l'Aci sostiene che 3 incidenti d’auto su 4 sono causati da distrazione e responsabile ne è soprattutto lo smarthphone. E, se non ne moriamo, può essere che salti il nostro matrimonio, che ci licenzino. La distrazione da smartphone comporta il 40% di diminuzione di produttività perché - secondo Alessio Carciofi esperto di Digital Detox - ci vogliono 26 minuti per tornare al focus del problema da cui ci siamo distratti. 

Soprattutto le vacanze che sono alle porte possono aiutarci a scoprire che tutte le nostre relazioni siano svuotate dal non parlarsi e dal non vedersi perché siamo "connessi".

Come uscirne? Il primo passo per rompere questa cattiva abitudine è la consapevolezza: non è vero che fare un sacco di cose vuol dire che stiamo facendo qualcosa d'importante. Soprattutto non è vero che stiamo facendo quello che davvero vogliamo. Siamo connessi con il mondo ma non siamo connessi col nostro cuore. Se lo abbiamo capito siamo a buon punto. Ma, se non siamo ancora guariti, proviamo a decidere di non portare lo smartphone in spiaggia o durante la gita. Non auguro certo metodi draconiani. Non dico: lasciamo in città l'iphone. Perché non è possibile e perché il po' di dipendenza che tutti abbiamo verso i nostri devices non si cura passando dal tutto al nulla.

Smettiamola di dirci che smetteremo di prendere in mano lo smartphone, non mettiamoci paletti che non servono a nulla. Proviamo, piuttosto, a starne senza per qualche ora: per dirci che la nostra casa è stata svaligiata dai ladri in nostra assenza, potranno sempre chiamare nostra moglie. Affrontiamo con coraggio per qualche la paura di essere sconnessi. E scopriremo un po' di più la bellezza di essere connessi con quelli che amiamo.



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