A chi appartiene 'Bella Ciao'?

Chi ha visto La Casa de Papel capisce che l'affiancamento del nostro inno "sacro" a una serie non è una profanazione ma, anzi, una nuova consacrazione. Ma allora che senso ha la polemica tra Renzi e Zingaretti?

bella ciao casa di carta

Da Giletti, Renzi polemizza a distanza con Zingaretti a proposito di Bandiera Rossa e rivendica per sé l'inno partigiano Bella Ciao: dice che quest'ultimo è "patrimonio di tutti", quindi anche di Italia Viva verrebbe da pensare. Bella Ciao però, ormai, è soprattutto l'inno de La Casa di Carta.

Nell'estate appena finita è capitato a più di un amico, girando per le strade di un Paese straniero, di incontrare gruppi di giovani del posto che cantavano allegramente Bella Ciao, senza sapere che è per antonomasia (o forse era) l'inno dei nostri partigiani.

Chi ha visto La Casa de Papel capisce che l'affiancamento del nostro inno "sacro" a una serie non è una profanazione ma, anzi, una nuova consacrazione. Perché la casa di carta che fanno cadere i neo partigiani Berlino, Tokio, Professore & amici è quella del La Fábrica nacional de moneda y timbre di Madrid, ovvero la Zecca di Stato spagnola, che assume nella fiction il simbolo del sistema bancario mondiale.

I nuovi Robin Hood sono amati dalla gente non solo perché gentili e non violenti, ma soprattutto perché mettono il dito nella piaga della finanza internazionale, come spiega il Professore a Raquel Murillo, prima antagonista e poi sua complice ed amante, quando le dice che quello che fanno loro, stampare moneta per arricchire se stessi, è esattamente ciò che legalmente fa la finanza mondiale.

In questa serie che molti, almeno per le prime due stagioni, hanno giudicato un capolavoro, la curiosa versione di Bella Ciao cantata in italiano anche nella versione originale in alcuni dei momenti più significativi, svolge un ruolo molto particolare. Si tratta di una scelta essenziale se letta alla luce del senso globale che ottiene da tutta la serie.

Perché la scelta è caduta proprio su Bella ciao? Lo spiega Tokyo, la narratrice, quando racconta il legame che avvicina il professore al canto partigiano.

“La vita del professore girava intorno a un’unica idea: Resistenza. Suo nonno, che aveva combattuto i fascisti al fianco dei partigiani, gli aveva insegnato questa canzone, e lui l’aveva insegnata a noi.” Bella Ciao rappresenta la resistenza, la ribellione, la rivincita. Ed è su questi ideali che il Professore ha costruito il proprio complesso piano.

Un attacco criminale perfettamente studiato che cessa di essere criminale agli occhi della gente proprio perché si tratta di resistere al nuovo ordine mondiale imposto dai poteri forti della finanza. Se il nonno resisteva ai nazisti e ai fascisti, Sergio Marquina, il Professore, resiste a un sistema bancario che, pur possedendo mezzi infiniti perché può stampare denaro come e quando vuole impoverendo occultamente il popolo, costruisce una società in cui neppure si trova il modo di aiutare un padre a curare il proprio figlio.

Chissà se lo slittamento da Bandiera Rossa a Bella Ciao operato ieri da Renzi in trasmissione tiene conto di tutto questo o è avvenuto tutto solo inconsapevolmente, alla stregua di una sorta di lapsus freudiano che vuole rimuove tutte le varie Banche Etrurie del passato. Lo scopriremo guardando i prossimi passi di Italia Viva.

 


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