Ho deciso di mettere 10 da subito a tutti i miei studenti. È una questione di autostima

L’autostima è un elemento molto importante nella nostra vita tanto da condizionarla in modo incisivo. È avvilente e stupido giudicare una interrogazione, un compito con un semplice voto numerico ma è anche vero che da qualche parte si deve cominciare per capire e migliorare l’alunno. Una mia soluzione

Ho deciso di mettere 10 da subito a tutti i miei studenti. È una questione di autostima

Occupandomi di tecnologia in modo trasversale, avendo a che fare con persone di estrazione sociale variegata e soprattutto con gente che ha voglia di scommettere nelle proprie capacità tentando di crearsi un posto di lavoro o una professione indipendente, mi accorgo sempre di più come l’autostima sia a livelli molto bassi e la paura del fallimento molto forte tanto da far rinunciare prima ancora di iniziare.

Ho sperimentato su di me queste sensazioni tante volte cercando di capire da cosa derivi e mi sono reso conto che il sistema non ci educa abbastanza all’autostima, iniziando dalla scuola che ha questa mancanza nel suo DNA.

L’autostima è un elemento molto importante nella nostra vita tanto da condizionarla in modo incisivo. È avvilente e stupido giudicare una interrogazione, un compito con un semplice voto numerico ma è anche vero che da qualche parte si deve cominciare per capire e migliorare l’alunno (c’è il giudizio si, ma qui parliamo del primo step, il voto).

Prendiamo in esame il modello scolastico, soprattutto nei primi anni di scuola (elementari e medie, come si chiamavano una volta), tralasciando tutte le polemiche legate ai metodi di insegnamento a volte arcaici e altre problematiche varie. Quando entriamo a scuola per la prima volta ci viene attribuito un valore numerico, un peso, che è pari a ZERO.

Valiamo tutti zero, perché, non conoscendo le nostre capacità, secondo una qualche brillante mente del passato, siamo tutti “scadenti”, visto che lo zero per la scuola equivale al minimo valore, il che si traduce , in poche parole, nel non avere fiducia dei ragazzi, degli alunni. Non ti conosco, quindi, non mi fido del tuo intelletto. E considerando che si va a scuola per imparare, mai metodo risulta più sbagliato di questo.

A volte si innesca anche la squallida gara dei voti pure fra genitori. La maggior parte della gente, soprattutto in tenera età, ha timore di imparare, o meglio, di essere valutata da qualcuno, una cosa che mette ansia e ci rende psicologicamente più vulnerabili. Con questi presupposti, dunque, quando inizia la scuola siamo tutti delle nullità. È come se ci trovassimo tutti ai piedi di una enorme montagna da scalare senza sapere come, la cosa ci fa paura e ci scoraggia in partenza.

“È più facile e incoraggiante difendere il proprio castello che conquistarne uno”.

Analizzando questo stato di cose, negli anni, ho iniziato a formulare un metodo diverso, opposto. Un metodo che consiste nel dare fin dal primo giorno il massimo dei voti (10 secondo il nostro sistema scolastico) agli alunni. In questo modo infondi fiducia e importanza a un individuo che non conosci, lo reputi intelligente e volenteroso e lo premi con una valutazione massima. Poni la persona in una condizione ottimistica, di speranza e lo spingi inconsapevolmente a dare il massimo pur di difendere quella fiducia, lottare per un bel voto guadagnato e non farselo abbassare.

Il meccanismo, infatti, è quello di abbassare tale voto in caso di una interrogazione/ compito andato male, proprio il contrario del sistema attuale. Mi piace usare la metafora del castello. Se qualcuno ti dice vai a conquistare quel castello abitato, prova a entrare, sfonda il portone, espugnalo, butta fuori gli abitanti e sarà tuo, come avveniva in tempi passati.

Risulta molto faticoso, difficile da fare (anche psicologicamente). Ma se ti dicono invece: "Questo è il tuo castello, te lo regalo, da ora in poi difendilo con tutte le tue forze e non fartelo conquistare", ti senti più forte, più agguerrito e lotterai fino alla fine pur di non farti togliere quel dono.

Credo che sia più facile e incoraggiante difendere qualcosa piuttosto che conquistarla partendo da zero. Questo sarà il mio talk al TEDX che mi ospiterà prossimamente, lo voglio divulgare qui su AGI per renderlo pubblico e sperare che riesca a far riflettere e innescare un dialogo tra le parti che hanno potere decisionale su quello che dobbiamo o non dobbiamo imparare e su come farlo. Il mondo è cambiato ed è ora che cambiamo anche il rapporto tra noi e l’istruzione. Partiamo dal voto. Voi cosa ne pensate? Sarebbe bello sentire il vostro parere.



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