Vediamo cos’è il Tap, il gasdotto della discordia

Per Michele Emiliano sembra Auschwitz, ma da dove parte e dove arriva il gasdotto da 10 miliardi di metri cubi?

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Dopo la dichiarazione del governatore della Puglia, Michele Emiliano sul Tap (“sembra Auschwitz”)  poi rettificata ("Il paragone tra il cantiere Tap e Auschwitz è oggettivamente sbagliato”) non si placano le polemiche sulla realizzazione del gasdotto. Per il Governo e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda si tratta di “un’opera strategica”. Emiliano vorrebbe spostarlo più a Nord, con approdo a Brindisi. Vediamo in cosa consiste il progetto.

Il Tap (Trans Adriatic Pipeline) trasporterà 10 miliardi di metri cubi di gas, si collegherà al Trans Anatolian Pipeline (TANAP) nella zona di confine tra Grecia e Turchia, attraverserà la Grecia settentrionale, l’Albania e l’Adriatico per approdare sulla costa meridionale italiana e collegarsi alla rete nazionale. Il gasdotto, progettato dall'omonima multinazionale svizzera, si snoda per 878 chilometri portando fino in Italia il gas naturale estratto in Azerbaijan.

La conduttura, con il suo punto di partenza previsto in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, attraversa il territorio ellenico per 550 chilometri e l'Albania per 215 chilometri prima di inabissarsi per altri 105 chilometri nel Mare Adriatico, approdando sulla costa del Salento, a San Foca, località balneare del Comune di Melendugno (Lecce).

Il micro-tunnel è un'opera che consentirà alla conduttura del gas naturale di non attraversare la spiaggia di San Foca. La tubatura sarà, invece, interrata in corrispondenza della linea di costa, ritornando in superficie nell'entroterra, a circa un chilometro dalla spiaggia.

Il tracciato prosegue sino al punto di interconnessione più vicino della rete di distribuzione Snam, nei pressi di Mesagne (Brindisi). Lungo il suo percorso, il metanodotto tocca la massima altitudine a 1.800 metri sulle montagne albanesi e la massima profondità a 820 metri sotto il livello del mare, in Adriatico. A Kipoi, invece, "Tap" si connette con il Trans anatolian pipeline (Tanap).

Il tratto sottomarino sui fondali dell'Adriatico meridionale inizia in prossimità della città albanese di Fier. Nel punto di approdo di San Foca, secondo il progetto approvato, la conduttura passa in prossimità del litorale, dopo avere attraversato l'Adriatico, passando sotto la costa mediante un micro-tunnel di approdo lungo 1,5 chilometri. Il micro-tunnel è previsto a circa 700 metri di distanza dalla spiaggia, per uscire nel fondale marino a circa 800 metri dalla riva, ad una profondità di 25 metri.

La lunghezza complessiva della condotta interrata in territorio italiano e' di circa otto chilometri con una valvola di intercettazione in prossimità del punto di approdo e un terminale di ricezione a Melendugno, situato a 8,2 chilometri dalla costa. Il terminale di ricezione costituisce il centro di supervisione e controllo dell'intero gasdotto. "Tap" è considerata un'opera di interesse strategico per l'Europa, in quanto dovrà garantire l'approvvigionamento di gas naturale alle popolazioni del continente.

Considerando il possibile incremento dei fabbisogni futuri, i progettisti hanno previsto che il gasdotto possa trasportate volumi aggiuntivi rispetto ai 10 miliardi di metri cubi iniziali di gas naturale all'anno, equivalenti al consumo energetico di circa sette milioni di famiglie. Con l'aggiunta di altre due stazioni di compressione, infatti, la quantità trasportata potrà essere duplicata fino a 20 miliardi di metri cubi all'anno, a fronte di ulteriori forniture disponibili nella più vasta area del Mar Caspio. L'opera dovrebbe portare fino all'Italia il metano estratto dai giacimenti del Caspio, aprendo il cosiddetto "Corridoio meridionale del gas".

 



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