In Sicilia il primo impianto solare utility-scale

I proprietari dell’impianto si remunerano attraverso un accordo di vendita dell’energia (power purchase agreement, Ppa) di durata decennale stipulato alla fine del 2018. L’acquirente dell’energia a sua volta si remunera rivendendo sulla Borsa elettrica - senza sussidi o incentivi di sorta - l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico

energia solare utility scale
Manni Energy
L'impianto siciliano

Con il collegamento alla rete elettrica realizzato in questi giorni del primo impianto fotovoltaico utility-scale (un insieme di 5 impianti poco distanti l’uno dall’altro fra le colline vicino ad Agrigento, in Sicilia, per complessivi 17,6 milioni di watt di potenza a pieno sole) in regime di sola vendita dell’energia, l’Italia entra pienamente nell’epoca solare. Quella in cui la generazione di elettricità su vasta scala utilizzando l’energia solare è più economica di tutti gli altri modi di generare l’energia più utile e preziosa: quella elettrica.

I proprietari dell’impianto si remunerano attraverso un accordo di vendita dell’energia (power purchase agreement, Ppa) di durata decennale stipulato alla fine del 2018. L’acquirente dell’energia a sua volta si remunera rivendendo sulla Borsa elettrica - senza sussidi o incentivi di sorta - l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico.

Guardando alla natura economica dell’accordo è facile comprendere come generare elettricità con il fotovoltaico nel 2019 in Italia sia ormai il modo più conveniente e remunerativo di farlo. Il prezzo orario dell’elettricità si forma infatti sulla Borsa elettrica il giorno prima di quello in cui sarà consumata: se il prezzo (in euro per megawattora) offerto dai produttori non risulta più basso dei concorrenti, si finisce fuori mercato e l’energia non viene venduta lasciando spento il corrispondente impianto di generazione.

Il Ppa che regola gli aspetti economici del nuovo impianto siciliano fornisce al produttore ricavi stabili e prevedibili per la vendita di energia elettrica da parte dell’acquirente, attraverso un prezzo minimo fisso e garantito. Se poi l’acquirente dovesse guadagnare più di quanto convenuto fra le parti, ecco che condividerà col produttore una parte degli ulteriori guadagni (meccanismo di upside-sharing).

I benefici per i cittadini e i consumatori di energia sono di due tipi: economici ed ambientali. Economici perché l’impianto, interamente autofinanziato, non solo non riceve sussidi ma contribuirà a far scendere il prezzo dell’energia nella zona “Sicilia” della Borsa elettrica che proprio durante le ore diurne della giornata continua ad essere sensibilmente più elevato di quelle delle altre zone del Paese in cui è diviso il mercato elettrico.

Ambientali, perché ogni singolo chilowattora viene prodotto senza bruciare combustibili contribuendo a far diminuire ulteriormente le ore di funzionamento annue delle centrali termoelettriche siciliane, alcune delle quali vanno ancora ad olio combustibile.

Questo meccanismo incentiva il produttore a massimizzare la produzione di energia. Ed infatti i moduli (i pannelli) dell’impianto, di ultimissima generazione certificati per durare almeno 30 anni, generano energia da ambo i lati del modulo (pannello bifacciale) e sono montati su semplici quanto efficaci inseguitori monoassiali del sole. Risultato: da 17,6 MW di potenza sono attesi 34 milioni di chilowattora ogni anno. Ovvero, quasi 2000 (1932) ore di funzionamento annue dell’impianto alla massima potenza.

Naturalmente, vendere l’energia è tanto più remunerativo quanto più alto è il prezzo riconosciuto sul mercato ai chilowattora in vendita. E siccome, in Sicilia come nel resto d’Italia, ormai da tempo il prezzo più alto si consegue nelle ore comprese fra le 18.00 e le 21.00, attendetevi a breve i primi impianti fotovoltaici utility-scale collegati a grandi sistemi di accumulo con batterie agli ioni di litio con cui i produttori di energia rinnovabile porteranno fuori mercato le centrali termoelettriche anche la sera.



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